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Sul Cammino dei Briganti da Sante Marie a Santo Stefano

Ventitré aprile duemiladiciassette

“Vi è una proprietà all’orizzonte che non appartiene a nessuno, se non a colui il cui occhio é capace di assemblare le parti, cioè il poeta”. Questa frase mi riviene alla mente mentre penso all’escursione guidata sul Cammino dei Briganti, da Sante Marie a Santo Stefano. Avevo appena iniziato a percorrere queste antiche vie di comunicazione tra paese e paese quando un anziano, fermandomi mi disse: “ohh! Capellò… tu che vai in montagna!! Lo sai che io, alla tua età, andavo tutti giorni a piedi a Rosciolo dei Marsi per incontrare la mia amata, gli davo un bacetto e poi tornavo a casa e lo facevo anche di notte?!?”. Questa cosa mi incuriosì molto e cominciai a camminare su questi sentieri, ripensando alla vita di una volta come se la riscoprissi dentro di me. Il 23 aprile abbiamo percorso una tappa del Cammino dei Briganti, con la collaborazione del comune di Sante Marie, la Riserva Naturale Regionale Grotte di Luppa e la cooperativa Ambiente e/è Vita onlus. Partendo dal bellissimo paese di Sante Marie siamo arrivati a Santo Stefano, compiendo una parte dell’intero tragitto, che dura una settimana ed ha una lunghezza di 100 km. La nostra tappa è stata emozionante in ogni suo angolo: mulattiere, carrareccie, sentieri di montagna, boschi, panorami indomabili… il tutto in un silenzio invidiabile, che solo la natura può donarci. È stato bello incontrare, cammin facendo, gente venuta da vari luoghi d’Italia intenta ad affrontare l’intero percorso: l’Abruzzo merita di essere conosciuto anche grazie a questi tragitti storici che danno modo a chi li percorre di condividere esperienze e libertà. Grazie a tutti per questa bellissima giornata Montagne.

 

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Fotografie dell’escursione guidata al paese fantasma di Sperone

Trenta aprile duemiladiciassette

Abbiamo percorso il sentiero che dal Paese di Gioia dei Marsi arriva al borgo vecchio di Sperone e al Monte Serrone. Una giornata solare sia dal punto di vista meteorologico che attitudinale. Osservare la faglia che ha originato il terremoto della Marsica nel 1915 è stato veramente toccante. Guardare lì, dove una volta c’era un grande lago circondato da vette maestose, e raccontarne la storia dal balcone più bello della Marsica, è come ritornare indietro nel tempo che fu. Camminare nelle stradine dell’antico borgo di Sperone ti fa respirare l’aria di tanti anni fa, colma di volontà e coraggio.

Ringrazio tutti per queste bellissime ore passate insieme!

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Fotografie dell’escursione guidata al Lago della Duchessa

Quattordici maggio duemiladiciassette

Escursione guidata al Lago della Duchessa.

Questa domenica siamo stati in una terra incantata e dai toni magici. É stata una grande soddisfazione accompagnare un gruppo di persone su questi luoghi e vedere ciascuno di loro guardarsi attorno ed ammirare con passione ed emozione.

L’ascesa al bosco é stata come un passaggio filtrante che ci ha condotto verso la luce del sole di una vallata bellissima, come una sorta di ritorno al sole.
Il Murolungo, Il Monte Morrone erano come due compagni inseparabili che sorridevano al nostro passaggio per condurci fino al selvaggio Lago della Duchessa, che con la sua bellezza ci ha donato momenti e riflessioni indimenticabili.

Io ringrazio tutti coloro che erano con me in questa giornata. Un grazie sincero che nasce dal mio cuore.

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Via lo stress con le escursioni del benessere – il programma

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Via lo stress con le escursioni del benessere, ogni giovedì, per l’armonia di corpo e mente

Escursioni del benessere come terapia antistress per chi è sempre sotto, sempre connesso, sempre con il fiato sul collo e ha voglia di rallentare e riappropriarsi del proprio tempo. Ma anche per chi semplicemente vuole mantenersi in forma condividendo con altre persone le bellezze della natura affiancato da una guida specializzata e certificata.

L’escursionismo è appunto l’attività che prevede il cammino nella natura da quota zero fin dove si può senza l’ausilio di attrezzature alpinistiche. Camminare in collina o in montagna fa benissimo, è l’attività aerobica per eccellenza! In questo caso i benefici antistress della camminata vengono amplificati non di poco dall’aria pulita e dal paesaggio rilassante.

Oltre ai tanti benefici per il corpo e per la mente il cammino stimola la curiosità e ci permette di approfondire la nostra conoscenza sugli aspetti paesaggistici, storico-culturali di un dato territorio. A volte poi può succedere di scoprire posti bellissimi a breve distanza da dove abitiamo di cui non si sospettava nemmeno l’esistenza. Per esempio a me, anche recentemente, è capitato di scovare alcuni posticini niente male a pochi chilometri da casa dove ancora inspiegabilmente non avevo messo piede.

E’ con questo spirito che propongo come Accompagnatore di Media Montagna e Maestro di Escursionismo delle escursioni del benessere ogni giovedì mattina.

Cosa sono le escursioni del benessere?

Le escursioni del benessere sono delle facili escursioni in bassa montagna a passo lento e adatte, di conseguenza, anche a chi è poco allenato. Non ci saranno salite troppo faticose, record da battere o premi per chi arriva primo! Di durata di una mezza giornata o poco più, queste uscite saranno effettuate in piccoli gruppetti di persone. Tutti possono partecipare anche chi è allenato minimamente!

http://www.montagneselvagge.com/2017/03/09/via-lo-stress-con-le-escursioni-del-benessere-ogni-giovedi-per-larmonia-di-corpo-e-mente/

Programma:

Giovedì 25 maggio 2017
Da Casale da Monte a Colle Pelato
Escursione guidata con osservazione del volo del grifone e letture di montagna.

Parco Naturale Regionale Sirente Velino
Dislivello: 200 m ca
Durata totale : 4 ore ca
Difficoltà: T

Questo sentiero, come gli altri nella zona, permette di osservare facilmente i grifoni, gli imponenti avvoltoi reintrodotti sul massiccio, a partire dal 1994, dal Corpo Forestale dello Stato.

Partenza ore 9:00 dal Rifugio Casale da Monte – Forme (Aq)
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Giovedì 1 giugno 2017
Dal Rifugio del Diavolo all’Ecorifugio della Cicerana
Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

Dislivello: 200 m ca
Durata totale : 4 ore ca
Difficoltà: T

La Cicerana, caratterizzata da ampie radure circondate da immensi boschi di faggio, è uno storico luogo di passaggio per i viandanti, che si spostavano dalla Marsica all’Alto Sangro e viceversa. Negli angoli più nascosti di questo meraviglioso territorio sopravvivono antiche foreste di faggi, come nella Selva Moricento, dove i patriarchi raggiungono i 500 anni di vita. In queste foreste primigenie, la concentrazione di specie viventi è impressionante. Un ecosistema intatto che racchiude un’immensa biodiversità. La Selva Moricento, così come altre foreste vetuste, è stata proposta dal Parco come “Patrimonio mondiale dell’umanità” presso l’UNESCO. Il caratteristico ambiente carsico della zona ha favorito il formarsi di numerosi campi solcati (Karren), inghiottitoi e grotte, alcune delle quali usate nei secoli passati come neviere.

Partenza ore 9:00 dal Rifugio del Diavolo – Gioia dei Marsi (Aq)

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Giovedi 15 giugno 2017
Escursione guidata sul Cammino dei Briganti da Rosciolo dei Marsi a Cartore
Parco Naturale Regionale Sirente Velino

Dislivello: 400 m a/r
Durata: 5 ore ca
Difficoltà: E
Lunghezza a/r: 11 km ca

La Marsica e il Cicolano sono terre di boschi, montagne e storie di briganti. In particolare il territorio attraversato da questo cammino è un territorio di confine, oggi tra Abruzzo e Lazio, ieri tra Stato Pontificio e Regno Borbonico. I briganti vivevano sul confine per passare da una parte all’altra a seconda della minaccia. I briganti non erano malviventi, lottavano contro l’invasione dei Sabaudi, che avevano costretto il popolo a entrare nell’esercito. Erano spiriti liberi, che non volevano assoggettarsi ai nuovi padroni, e per questo erano entrati in clandestinità. Una storia fatta anche di rapimenti, riscatti, e tanta violenza.
Una storia di 150 anni fa. Oggi l’esperienza dei viaggiatori antichi viene riproposta basata sul viaggiare a piedi da paese a paese lungo questo cammino

Appuntamento e partenza: ore 9,00 al parcheggio di Santa Maria in Valle Porclaneta , Rosciolo dei Marsi
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Costi:
€ 15 a persona, comprensivo di escursione guidata a cura di un Accompagnatore di Media Montagna/ Maestro di Escursionismo del Collegio Regionale Guide Alpine Abruzzo e copertura assicurativa per tutta la durata dell’evento.

Min 5 – Max 15 partecipanti

Il programma potrà subire variazioni in base alle condizioni meteo e sarà annullato se non si raggiungerà il numero minimo di partecipanti.

Obbligatoria la prenotazione entro le 12,00 del giorno prima.

Materiale ed Equipaggiamento:

Zaino da montagna, scarpe da trekking, maglietta, pile o maglione, giacca a vento impermeabile, pantaloni comodi per la camminata, cappello, guanti, crema solare, medicinali personali, antizanzare, occhiali da sole, berretto per protezione raggi UV, borraccia per l’acqua (2 lt), sali minerali, frutta secca, pranzo al sacco.

Info e prenotazioni:
3382717448, info@montagneselvagge

 

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22 aprile – Escursione astronomica notturna guidata

Ventidue aprile duemiladiciassette
Escursione astronomica notturna guidata

Ci scusiamo per il ritardo, il nostro pc ci aveva abbandonato…

Una straordinaria notte tra stelle e vette! Essere a contatto con la notte rivela sempre qualcosa di misterioso, di arcano e sorprendente… Sabato 22 aprile abbiamo organizzato un’escursione guidata notturna astronomica nel Parco Naturale Regionale Sirente Velino, partendo dal bellissimo sentiero, descritto anche nel libro “I 50 sentieri più belli d’Abruzzo” di Stefano Ardito, che da Rifugio Casale da Monte arriva a Colle Pelato… Quante volte abbiamo ammirato il cielo e la bellezza delle stelle senza sapere i nomi di queste ultime e le loro storie… Le escursioni in notturna sono un’occasione eccezionale per immergersi in un’atmosfera meravigliosa e per lasciarsi sedurre dalla natura che ci dona la magia del suo volto più intimo e nascosto. A farci conoscere la magia delle stelle c’era con noi l’astrofilo Franco Salvati che con la sua passione ci ha fatto conoscere un mondo nuovo e ci ha permesso di scoprire la magia del cielo di notte. Abbiamo ammirato la costellazione dell’Auriga, Drago, Orsa Minore, Orsa Maggiore, Cani da caccia, Pastore, Corona boreale, Ercole, Lira, Chioma di Berenice, Corvo-Coppa, Leone Minore, Cani minore…
E per le costellazioni zodiacali, Toro, Gemelli, Cancro, Leone, Vergine, Bilancia, Scorpione !!!

A chiusura della serata abbiamo osservato vari oggetti al telescopio tra cui, la Stella Polare, nel Piccolo Carro, l’ammasso globulare m 13 in Ercole, il pianeta Giove nella vergine, ed infine la nebulosa planetari m 57 nella costellazione della lira.

Grazie a tutti!

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Pasquetta sulla Costa dei Trabocchi

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Diciassette aprile duemila diciassette

“Da dove vengono le più alte montagne? così ho chiesto un giorno. E ho appreso che vengono dal mare.
Questa testimonianza è scritta sulle loro rocce e sulle pareti delle loro vette. Dal più profondo il sommo deve levarsi alla sua altezza.”

Dedico queste parole di Nietzsche alla bellissima escursione guidata di Pasquetta da Casalbordino Lido a Punta Aderci, sulla Costa dei Trabocchi.

Il meteo non prometteva bel tempo ed invece siamo stati addittura baciati dal sole e abbiamo goduto di una bellissima giornata in compagnia di splendide persone.
Il vento non ci ha abbandonato un secondo e montava un mare impetuoso che, durante tutto il tragitto, con le sue onde, si é mostrato a noi nella sua vera essenza selvaggia.
Difficile dimenticare la carezza del vento e la voce del mare: tutto questo trasmette sensazioni uniche che filtrano ogni parte di noi per “purificarci” e dare tranquillità al nostro animo.

Grazie a tutti per questa splendida giornata.

Con Vincenza Bizzoni, Accompagnatrice di Media Montagna del Collegio Guide Alpine Abruzzo

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La storia della “Tana della Volpe” alle pendici del Monte Velino

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Lunedì ero di fretta e, mentre camminavo per le stradine del paese di Massa d’Albe, ho incontrato la mia vicina che mi ringraziava con gentilezza per aver tolto la neve di fronte casa sua, durante l’ultima nevicata. Ogni volta che mi incontra mi ricorda questa cosa; lei e suo marito sono anziani e per me é stato bello aiutarli, anzi mi sono anche divertito.
Ero di fretta e mentre la salutavo ha incominciato a parlarmi, ma io facevo del tutto per congedarmi, perché avevo poco tempo. Poi, però, all’improvviso, mi sono detto dentro: “fermati, liberati e ascolta”, Mi ha raccontato della guerra e di come si ricordasse ancora il rumore degli aerei che spuntavano dal Velino e dal Cafornia per bombardare Massa d’Albe e di come vivevano quei momenti, mi ha indicato un posto nella montagna dove andavano spesso a ripararsi e ha chiamato questo posto “la grotta della volpe”.

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Oggi sono andato lí e, non trovando la grotta perché ricoperta dai rovi, mi sono messo a raccogliere asparagi. Solo più tardi, insistendo, sono riuscita a trovarla. Mi sono infilato nei rovi e sono stato lí per qualche minuto, pensando a come potessero trascorrere quei momenti terribili e di come la montagna potesse offrire “ospitalità” e riparo anche nelle difficoltà umane.

Bene, tutto questo perché mi sono semplicemente fermato ad ascoltare ed ho dato tempo alla mia vita. Quante volte abbiamo detto “non ho tempo ora”? Forse troppe. È ora di recuperare perché non é mai tardi per concedere libertà a noi stessi.

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Il volo maestoso del grifone – il video!

Alle pendici del Monte Velino e del Monte Cafornia, nel Parco Naturale Regionale Sirente Velino, in Abruzzo… è possibile ammirare il volo maestoso del grifone (Gyps fulvus), un avvoltoio di grandi dimensioni (dai 9-10 chilogrammi) ed un’apertura alare variabile da 240 a 280 centimetri.

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26 marzo 2017 – Foto dell’escursione guidata all’Eremo di Santa Maria del Cauto

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Un bellissima compagnia in cammino all’Eremo di Santa Maria del Cauto, nella Riserva naturale guidata Zompo lo Schioppo, luogo mistico dove un animo sensibile può percepire ancora l’antico. La montagna, se percorsa con fede e animo buono può conquistare ogni parte di te e lasciarti ricordi indimenticabili… Passo dopo passo, oggi abbiamo respirato l’aria antica di questi posti tra il panoramico e stupendo sentiero de “Le Scalelle”, dove la roccia ha permesso all’uomo di percorrere vie stupende per entrare nel bosco e arrivare sulle alture delle vette, il “Fosso dei Briganti” e il “Buco di Cauto”, uno stretto passaggio che permetteva ai pastori di contare le loro pecore. L’arrivo all’eremo è stato veramente emozionante, vedere la roccia ospitare la spiritualità ed immortalarla nel tempo, nel silenzio del bosco ci ha dato veramente tanto, come nelle parole di Hermann Hesse: “Tra le loro fronde stormisce il mondo, le loro radici affondano nell’infinito; tuttavia non si perdono in esso, ma perseguono con tutta la loro forza vitale un unico scopo : realizzare la legge che è insita in loro, portare alla perfezione la propria forma, rappresentare se stessi. Niente è più sacro e più esemplare di un albero bello e forte”

Grazie a tutti per questa stupenda giornata passata insieme.

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La storia dell’Elleboro puzzolente

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Se è vero che la primavera, con la bella stagione, riporta fiori e germogli, non è comunque vero al tempo stesso che l’inverno non sappia sorprendere con qualche verde sorpresa. L’Elleboro, infatti, è in grado di sopportare bene il rigore del freddo e chiudendo i propri boccioli resiste bene anche con la neve, permettendo una fioritura in epoche davvero anomale per altre piante, ovvero tra gennaio e aprile

Tra le molte tipologie di questa Ranuncolacea, la più particolare è probabilmente la cosiddetta puzzolente (Helleborus foetidus), che cresce spontaneamente nei nostri territori ed arriva al massimo splendore proprio adesso, tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, con i suoi fiori penduli giallo-verde o verde chiaro bordati di porpora.

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Deve il proprio curioso nome all’odore che naturalmente emana, decisamente poco gradevole. Ha appassionato da sempre storici e studiosi per le sue qualità farmacologiche che, se dosate in modo opportuno possono rivelarsi un’arma pericolosissima. In effetti l’Elleboro è ricco di glicosidi, tra i quali una che porta appunto il suo nome: elleborina. Grazie a questa e ad altre sostanze tossiche, quali saponine e protoanemonina, può danneggiare irrimediabilmente il cuore o provocare spasmi violenti, convulsioni, delirio e, in casi estremi, anche la morte di chi dovesse ingerirlo. La pericolosità di questa pianta era ben nota già in epoca antica e sfruttata, per questa ragione. L’episodio probabilmente più noto lo riporta il grande storico Pausania nel suo Periegesi della Grecia, trattato geo-storiografico scritto nel II secolo d.C. Nel decimo libro dell’opera, infatti, si racconta dello stratagemma con cui Solone difese la città di Atene dai Cirresi pronti ad attaccarla. Egli propose ai propri cittadini di gettare piante di elleboro nel fiume che riforniva d’acqua l’accampamento dei nemici che, colti da dissenteria grave, dovettero rinunciare all’assedio. Secondo alcune leggende, poi, gli ateniesi furono in grado di ripetere l’impresa anche contro i temutissimi nemici di sempre: gli Spartani. Sembrerebbe che anche loro, infatti, siano caduti vittima dello stesso identico stratagemma e di quella che fu definita prima arma chimica della storia delle guerre e dell’antichità.

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È pur vero che l’elleboro, però, è anche in grado di curare, se somministrato in dosi ridotte e sotto il controllo medico. È infatti un potente narcotico usato, anche in epoche passate, per sedare attacchi epilettici o crisi di nervi. Per questa ragione, in antichità, molte delle favole o leggende legate a questa pianta, quando non la dipingono come arma, ne parlano come rimedio alla pazzia. Il pastore Melampo, mitico medico ed indovino degli antichi, dopo aver testato gli effetti della pianta sulle proprie pecore, si dice l’abbia utilizzata per guarire anche le figlie di Preto, re della mitica Argo, che credevano, in preda alla follia, di essere divenute delle vacche. Il suo intervento si rivelò a tal punto miracoloso e tempestivo che divenne leggendario e Melampo da povero pastore divenne uno degli uomini più influenti del regno, ottenne la mano di una delle giovani figlie del re che aveva salvato, il re gli donò parte del regno e passò alla storia col titolo onorifico di Purgatore.

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“Hai bisogno dell’Elleboro” divenne, col tempo, un modo comune per dire a qualcuno che probabilmente era pazzo e perfino l’imperatrice Agrippina, preoccupata delle follie del giovane figlio Nerone, si dice ne preparasse insalate per tenerlo a bada.

Nel mondo campestre, in Toscana, fino a qualche generazione fa, l’Elleboro era invece un ottimo alleato dei contadini perché si ottenessero in tempo utile pronostici sul raccolto. Si credeva, infatti, che i le escrescenze floreali di questa pianta indicassero la qualità del raccolto e più ve ne crescevano più fausto sarebbe stato il raccolto.

Se, camminando per le nostre montagne di questa stagione, dovessi quindi imbatterti in questo lucido e verde virgulto ricorda che non stai guardando una semplice pianticella cresciuta spontaneamente al margine del sentiero, ma una delle più potenti piante officinali della storia nonché l’arma che garantì la vittoria a chi riuscì ad usarla a proprio vantaggio.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, decliniamo pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

Elleboro puzzolente

 

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Montagne Selvagge

Escursioni guidate nelle selvagge bellezze d’Abruzzo

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