Montagne Selvagge

Escursioni guidate nelle selvagge bellezze d'Abruzzo


Cinque agosto duemiladiciotto!

Questa domenica siamo stati in escursione nella Riserva Montagne della Duchessa, al confine tra Lazio e Abruzzo.

Attraverso il bellissimo bosco della Valle di Fua siamo arrivati al Lago della Duchessa… standosene lí solitaria e un po’ pensosa, la montagna unisce: passo dopo passo, parola dopo parola, sguardo dopo sguardo. Ci si conosce e il gruppo diventa come un amico di vecchia data, che ti aiuta ogni volta che occorre.

In questo luogo, incantato e magico, si respira aria di liberta, beatitudine e spensieratezza.

Alla fine, tornato a casa, il giorno dopo, hai ancora la fatica nelle ossa, ma ti accorgi di essere vivo, di aver vissuto un giorno di straordinaria e folle libertà.

 

Un ringraziamento a tutti coloro che mi danno fiducia nelle mie escursioni.


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Escursioni guidate dall’11 al 21 agosto
Vette, rifugi, grotte, valli, stelle…


11 agosto 2018
Escursione guidata al Rifugio La Vecchia: gioiello del Sirente
Programma completo:
http://www.montagneselvagge.com/…/escursione-guidata-al-ri…/




12 agosto 2018
Escursione guidata sul Monte Camicia
Programma completo:
http://www.montagneselvagge.com/…/escursione-guidat-sul-mo…/


13 agosto 2018
Escursione Astronomica notturna dal Rifugio Casale da Monte
Programma completo:
http://www.montagneselvagge.com/…/escursione-astronomica-n…/

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29 luglio duemiladiciotto

 

Escursione guidata sul monte Velino, il Signore del lago

 

Un paese di pianura per quanto sia bello, non lo fu mai ai miei occhi. Ho bisogno di torrenti, di rocce, di pini selvatici, di boschi neri, di montagne, di cammini dirupati ardui da salire e da discendere. (Jean-Jacques Rosseau)

 

È l’alba di una domenica di fine luglio. Dalla chiesa S. Maria in Valle Porclaneta, un piccolo gioiello romanico dell’XI secolo, ci incamminiamo verso la vetta del monte Velino (m. 2487). Un tempo questa maestosa montagna dominava il lago Fucino, prosciugato completamente nel 1878: e proprio a questo essere “signore del lago” rimanda l’etimologia del suo nome, probabilmente dall’etrusco Vel, “signore”, “dominatore” e l’accadico inu, “fiume”, “lago”.  Mentre il versante è ancora in ombra, inizia la nostra lenta ascesa attraverso il vallone di Sevice: il ritmo lento dei nostri passi scandisce la salita, ognuno di noi inizia pian piano a lasciare da parte le proprie preoccupazioni quotidiane e a immergersi nella natura: piante di ginepro profumato, di iperico, di genziana, orchidee e altri fiori colorati allietano il nostro cammino. Dopo un paio d’ore giungiamo alla fonte Sevice, e, poco prima di arrivare all’omonimo rifugio (m. 2119), una gradita presenza si aggiunge al nostro gruppo: il “vento delle vette”, fresco e leggero, che ci accompagnerà per quasi tutta la giornata impedendoci di soffrire il caldo. Il rifugio Capanna di Sevice sorge all’estremità di una grande e silenziosa sella concava. Dopo un caffè ristoratore proseguiamo seguendo la cresta che delimita la sella, e da qui il panorama stordisce per la sua magnificenza: sotto di noi la valle di Teve ci separa dal massiccio della Duchessa, con i monti Morrone e Murolungo; più a est enormi circhi glaciali precipitano quasi verticali in un impressionante dirupare di sassi; sopra le nostre teste un grifone, libero e fiero, plana sfruttando le correnti ascensionali. La grandiosità di quello che ci circonda lenisce la fatica, che pure, dopo qualche ora di salita costante, comincia a farsi sentire. Mancano ora solo gli ultimi duecento metri, i più scoscesi; ma alla fine siamo tutti lì, sulla vetta, soddisfatti e felici. Il nostro sguardo spazia ora a 360 gradi: accanto a noi il monte Cafornia; in lontananza il Gran Sasso, i monti Sibillini, il monte Terminillo e il lago del Salto; sotto di noi la piana del Fucino e i piani Palentini, dove, nel 1268, il giovane Corradino di Svevia fu sconfitto da Carlo d’Angiò nella battaglia di Tagliacozzo, ricordata da Dante (Inferno, XXVIII, 17-18). Il Velino vi ha assistito imponente e silenzioso, così come ha assistito a più di due millenni di storia dell’umanità: pensiamo a tutto quello che potrebbe raccontarci, se potesse parlare. E in effetti, in qualche modo, la montagna e la natura ci parlano, facendoci sentire parte di un grande tutto che respira all’unisono.

Inizia quindi il ritorno, intervallato dall’ascesa sulla cima gemella, il monte Sevice (m. 2355), e un’altra sosta presso il rifugio, dove all’ombra di un tavolo riposano i simpatici cani pastori Mandorla, Olivia e Rocky. La discesa è lunga e a volte sembra non voler finire, ma ogni passo porta con noi una felicità e una soddisfazione che ci uniscono, e che resteranno con noi anche domani, e nei giorni successivi, fino al prossimo cammino.

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Ventisette luglio duemiladiciotto

Una magica escursione dal tramonto del sole al sorgere della “Luna rosso sangue”.

Il cielo custodisce antiche energie. Serve solo fermarsi, alzare lo sguardo ed ammirare l’antico che ci osserva fin dall’inizio della “creazione”.
Ieri sera abbiamo camminato fino ad arrivare sulla vetta del Monte Serrone, nel comune di Gioia dei Marsi. Possiamo considerare questa escursione come una viaggio nella storia: il paese fantasma di Sperone vecchio con il silenzio del suo passato, il respiro del dio Fucino, gli antichi marsi, la bellum marsicum, la faglia del terremoto del 1915 e le alte vette...
Ad un certo punto vieni avvolto da mistici e magici colori che, dalla stella madre, il sole, ti salutano per farti capire che nella vita e nel tuo cuore possono nascere le stesse emozioni che vivono in quei colori.
Poi spunta lei: Sorella Luna… questa volta vestita di rosso per celebrare un evento particolare e mostrarsi come una regina.
Grazie alla professionalità di Antonella Ciarletta che ci ha accompagnato in questo stupendo viaggio, abbiamo conosciuto gli “elementi” magici del cielo e le sue storie.

Il ritorno alle macchine non è stata la fine, ma l’inizio di un nuovo viaggio.

Ringrazio tutti i partecipanti e Lucio Incarnati per il supporto!

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Venti luglio duemiliadiciotto
Una magica avventura tra pianeti e creature fantastiche!

Escursione astronomica notturna guidata e cena in rifugio di montagna. Alle pendici del Monte Velino e del Monte Cafornia nel Parco Naturale Regionale Sirente Velino.

Siamo in piena estate, il cielo è limpido e ci incamminiamo dal Rifugio Casale da Monte verso Colle Pelato, alle pendici del Monte Velino.

Stavolta partiamo da est a raccontare e mostrare i vari asterismi: iniziamo con lo Scorpione, la Bilancia ed il Pastore che volgono al tramonto immersi nei bagliori della Luna. Subito dopo il Sagittario ed il Triangolo estivo. Tra i vari triangoli celesti è quello che meglio si identifica nel cielo! Vega, Altair e Deneb, le stelle alfa rispettivamente delle costellazioni della Lira, del Cigno e dell’Aquila lo compongono. La costellazione del Cigno (nota anche come croce del nord), in questo periodo si trova allo zenit e si mostra bellissima in cielo, immersa nella via lattea che, nonostante la presenza lunare, si staccava bene dal fondo cielo. Di seguito altre costellazioni: la Freccia, il Delfino e il Cavallino.
Cosi giungiamo al capolinea della nostra escursione astronomica, qui le ultime costellazioni prima di tornare alla base: le circumpolari del Piccolo e Grande carro, Cefeo e Drago, sempre belle e sempre presenti in cielo

Montato il telescopio, iniziamo le osservazioni con la Luna che volge al tramonto, bassissima sull’orizzonte. Poi il pianeta Saturno, e Marte… Nel frattempo sorgono ad est, imponenti, le costellazione di Cassiopea e Andromeda, con l’omonima galassia ben visibile ad occhio nudo. Prima di terminare l’osservazione abbiamo tempo per una occhiata veloce alla costellazione della Corona Boreale e di Ercole, soprattutto per il bellissimo ammasso che possiede; cioè M13. Alle foto lascio il compito di mostrare ciò che non si può trasmettere con un testo scritto…

Foto e resoconto Franco Astrofujinon

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Sii te stesso, sii unico, sii vero, sii libero.

Cosa é la vera importanza della vita amico mio?
Purtroppo in questa epoca, la piú vuota della storia dell’umanità, non si fa altro che veder crescere sempre di piú centri commerciali e sempre di piú spazi tolti alla natura. C’é chi dice che ci sono troppi animali e quindi sono da abbattere. C’é chi dice che ci sono troppi alberi e quindi vanno tagliati. E intanto il cemento prende il posto di un bell’albero e di un bel bosco.
E intanto il nostro destino si allontana sempre di piú dalla libertà che tanto vogliamo.
Serve, prima di tutto, una rivolta interiore, che elimini tutto il nostro aver di piú, per trovare “purità” e vivere nelle semplicità.
Sii te stesso, sii unico, sii vero, sii libero.
Fa piú rumore un albero che cade che una foresta che cresce.
Ecco cosa é la vera importanza della vita: saper ascoltare la foresta che cresce e credere in essa, perché non é vero che va tutto peggio. Migliaia di alberi che crescono diventeranno forti e robusti e daranno esempio a quel pensiero positivo che ci insegna a guardare e a capire -amico mio- la verità.
Si, la verità e la libertà di pensare con la propria testa e di osservare con i propri occhi.
Amico mio, custodisci e proteggi il tuo tempo.
Cerca in te stesso la verità.
Perché tu sei “semplicemente” la foresta che cresce.

E.w.

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