Montagne Selvagge

Escursioni guidate nelle selvagge bellezze d'Abruzzo


Ho scritto questo racconto la notte di capodanno del 2015.
L’avevo messo nel “dimenticatoio”, l’ho riletto tutto di un fiato e mi ha ricordato…

Augurandovi un Buon San Valentino, vi inoltro di nuovo questo mio pensiero.

PASSÒ LA NOTTE
ARRIVÒ IL GIORNO

Dal Sentimento, nel Sentimento.

L’anno 2014 si è concluso con il mio ricovero in ospedale. Sono entrato il 27 dicembre per un piccolo problema da risolvere.
Ma è una questione che non ha importanza, vorrei raccontarvi ciò che mi ha colpito veramente.
Durante questa permanenza ho incontrato quel Sentimento che cercavo da tempo negli occhi di una coppia e l’ho riconosciuto. Ero nel mio letto, leggevo le splendide parole di Henry David Thoreau e pensavo al suo mondo, alla sua diligenza nel disobbedire alle ingiustizie dell’uomo.
Mentre leggevo, osservavo sulla mia destra, oltre il corridoio, dentro una stanza, una coppia di anziani.
Lui ricoverato e sdraiato sul letto, lei intenta a curarlo, seduta su una sedia.
Più osservavo e più mi rendevo conto che in quella stanza c’era l’antico, il non consumato, il non corrotto, il non inquinato, il puro, il sacro. 

L’anziano era ricoverato da circa due mesi ed era malato da oltre sette anni.
Sua moglie era lì con lui dal primo giorno d’ospedale e non era mai ritornata a casa. Giorno e notte combatteva il sonno e la stanchezza, senza perdere nemmeno un respiro, un battito di ciglio del suo amato marito. Sedeva su quella sedia e in silenzio, con estrema devozione, osservava gli occhi di lui. 

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Chiedimi perchè vado in montagna

Chiedimi perchè vado in montagna


Postato il Feb 12, 2019

Perché vado in montagna?
Chiedimelo”.

Perché?

Perché quando cerco risposte dalla vita le trovo dai monti, dagli alberi e dagli animali.

Perché nel mio zaino ci sono i miei ricordi, la mia vita e la mia educazione.

Perché incontro persone che ti salutano anche se non ti conoscono.

Perché in montagna non si usa dire: “non ho tempo, ho da fare”, in montagna ci sono ancora i valori dell’amicizia.

Perché ogni momento è un’emozione indimenticabile.

Perché nel vento, nella pioggia, nel freddo e nel caldo torni ad essere l’unico padrone di te stesso.

Perché in montagna sei libertà e passione.

Perché sei unicamente te stesso.

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L’incanto della montagna

A cura del Dottore Domenico Bumbaca, Psicologo Psicoterapeuta.

Studi recenti in merito al fare trekking, da soli o in gruppo, hanno definitivamente confermato, che produce benefici sia sul piano fisico che psicologico.

Infatti, gli studi dimostrano, che le passeggiate in montagna, riducono lo stress di tutti (dalla massaia al manager) e producono significativi miglioramenti psicologici, dal momento che riducono in modo tangibile il livello della depressione.

Lo studio nello specifico

La rivista Ecopsychology ha pubblicato uno studio condotto dai ricercatori delle università: De Montfort University, l’University of Michigan e l’Edge Hill University (EHU), coordinati dalla d.ssa Melissa R. Marselle della EHU.

Lo studio ha preso in considerazione 1991 partecipanti di un programma “Walking for Health”, che coinvolge più di 70.000 escursionisti l’anno (il numero delle escursioni, circa 3000 a settimana, ha permesso l’analisi di una enorme mole di dati).

Le escursioni fatte all’aperto e in compagnia, si son dimostrate utilissime, in particolare alle persone che hanno subito degli stress emotivi importanti (divorzi, malattie, la morte di una persona cara, la disoccupazione, la depressione, …)

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Nessuno potrebbe mai sospettare che i fitti boschi poco distanti dal piccolo comune di Collelongo (AQ) nascondano segreti di valore inestimabile e pagine di storia antica ancora non del tutto decifrate. Eppure i colli che a nord est del borgo abitato circondano l’area piana di Amplero, a sud dell’ex bacino del Fucino, furono terra attiva e vitale fin dal VI secolo a. C., rivelando tracce degli antichi popoli autoctoni, ben prima dell’arrivo dei romani nel territorio abruzzese.

 

Valle d’Amplero

Necropoli del Cantone

L’area archeologica, scoperta a metà dell’ottocento, divenne oggetto d’indagine approfondita alla fine degli anni sessanta dello scorso secolo proprio in virtù dei resti notevoli di volta in volta rinvenuti, che permisero all’Università di Pisa di individuare, nei decenni a seguire, un’ampia area fortificata sul colle detto La Giostra. Quello che la campagna di scavi del 1978 portò alla luce permise di comprendere una volta di più il mondo e le attività cultuali del popolo degli antichi marsi, anime guerriere che vissero queste valli che ancora ne portano il nome da secoli.

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Oggi tra cervi e grifoni.

Osservati dal Monte Velino.

La neve rende magia e dona bellezza ai propri occhi. Quando ti fermi e ti guardi intorno per ammirare i boschi, le vette innevate, le nuvole e i colori del cielo, ogni parte di te respira una nuova aria di felicità e rilassatezza. Poi, all’improvviso, vedi sopra la tua testa il volo maestoso del grifone: (Gyps fulvus), un avvoltoio di grandi dimensioni (dai 9-12 chilogrammi) ed un’apertura alare variabile da 240 a 280 centimetri, ed il tuo pensiero vola insieme ad esso.

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FAGGETA DI VAL CERVARA: SCRIGNO DEL TEMPO E DELLA SAGGEZZA IN TERRA D’ABRUZZO

Se la vita di un uomo non può arrivare ad abbracciare un tempo più lungo di un secolo, la sua terra, al contrario, conosce creature in grado di raccogliere secoli di memoria in una sola esistenza, divenendo custodi di un sapere antico.

È questo che accade quando siamo in luoghi incantati come la foresta di Val Cervara, nel Comune di Villavallelonga, nel territorio del parco nazionale d’Abruzzo, Lazio, Molise, dove sopravvive al tempo la più antica faggeta d’Europa.

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