Montagne Selvagge

Escursioni guidate nelle selvagge bellezze d'Abruzzo


Solstizio d’estate: trionfo del sole e della luce sul buio della notte

20 giugno. Anno imprecisato, al crepuscolo.  Persone che ballano intorno un falò. L’aria è densa di fumo e scintille, ma nel cielo terso, le stelle brillano come non mai, come se questa notte fosse l’ultima da illuminare. Con il loro bagliore quasi “riverente”, sanno che devono preparare il risveglio del dio Sole.

 

Più in là, sulla collina, un altro gruppo di persone attende questo risveglio all’interno di un’artificiale formazione rocciosa: non naturale, contaminata dalla mano umana, ma assolutamente perfetta, inesorabilmente misteriosa.

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La grande emozione di passare lì dove è passato l’Orso bruno marsicano!

Camminando in natura si possono incontrare tracce degli animali selvatici, che liberamente percorrono i sentieri di montagna durante le loro azioni quotidiane. Un’ impronta o un escremento non sono semplici incontri, in verità permettono di capire che il bosco e la montagna hanno vita, e che questa deve essere rispettata per non farla morire.

 

 

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Eco e Narciso è un dipinto del 1903 di John William Waterhouse, che Illustra l’episodio omonimo narrato dal poeta latino Publio Ovidio Nasone ne Le metamorfosi

ECO, LA MERAVIGLIOSA VOCE DELLA MONTAGNA!

L’eco sta alla voce come l’ombra sta al corpo. Non è che un riflesso, un’apparenza fuggitiva e fugace. Talvolta deificata e temuta, l’eco è una sorta di voce eterea, soprannaturale, al modo stesso del brontolio del tuono o del soffio della tempesta; eppure nella sua stessa essenza, ha un legame intenso ed intimo con l’acqua, la terra, i fiori, anzi, con un fiore in particolare. Pallido, curvo, caduco. Esattamente come lei, fugace.

Un giorno il Dio fluviale Cefiso, imprigionò la bellissima naiade Liriope in un’insenatura della sua corrente e la possedette contro la sua volontà. La ninfa, rimasta incinta, diede alla luce un bambino

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Dieci giugno duemiladiciotto

In occasione del primo anniversario del punto di vendita Alta Quota Barrea Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, in collaborazione con Atropa Trekking e #Garmont, siamo stati in escursione sul Monte Meta, nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Potrei parlarvi di altezze e dislivelli, ma preferisco non farlo e parlavi delle emozioni di questa giornata.

La prima volta che ho visto questi monti mi sono detto: “Se un giorno decidessi di sparire, lo farò tra queste montagne”.

Queste montagne “pulsano” di selvatico dai boschi alle vette.

L’intensa giornata é iniziata dal Pianoro delle Forme ed é finita davanti una birra (terzo tempo).

Dalla Val Pagana, attraverso una stupenda faggeta ci siamo diretti verso Passo dei Monaci e, poco prima del Passo, abbiamo incontrato il Camoscio appennico – una madre e il piccoletto che ci osservavano incuriositi. Questa “creatura” é di una tale selvatichezza che rimarresti ore e ore a guardarlo mentre si arrampica tra le rocce piú impervie.

Le nuvole ci hanno abbracciato al nostro arrivo in vetta, ma ci hanno permesso lo stesso di assaporare la sensazione delle altezze.

Ridiscesa ad anello verso campitelli e “terzo tempo” nel paese di Barrea.

Grazie a tutti per questa giornata

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Tre giugno duemiladiciotto
Escursione guidata nella Val Cervara, dove vive la faggeta più antica d’Europa.

 

Siamo stati nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e, dal paese di Villavallelonga, siamo entrati nei Prati d’Angro per poi inoltrarci nella Val Cervara.
In questa valle “vive” una foresta vetusta patrimonio mondiale dell’umanità. l’Intera valle, ad ogni passo e ad ogni sguardo, ti regala quelle emozioni e quella “freschezza di libertà” che dal bosco nasce e nel bosco vive.
In questi boschi puoi respirare la loro antica vita, testimone di volontà, saggezza e capacità.

Ogni volta che accompagno persone in montagna e li vedo sorridere ed emozionarsi, nasce in me la stessa volontà di quegli alberi che non si sono arresi…
Per il corpo e la mente oppressi dalle troppe abitudini, dal troppo lavoro, la natura è una medicina che ridà vigore e nuove energie

Camminare in compagnia di questi alberi ci ha appagato con la sua bellezza e, il giorno dopo, hai già voglia di ripartire per una nuova avventura.

Grazie a tutti!

#montagneselvagge
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Ventisette maggio duemiladiciotto

Questa domenica siamo stati in escursione guidata alla Grotta di San Benedetto, nel Parco Naturale Regionale Sirente Velino.

Abbiamo osservato il volo maestoso del grifone, camminato sullo stesso sentiero dove passa il lupo e riricordato le gesta degli antichi popoli Marsi…

L’arrivo alla grotta non è stata la “conclusione” dell’escursione, bensì, come dico spesso, la montagna non è semplicemente un trasportarsi da punto A ad un punto B, perché noi non siamo una linea retta che collega questi due punti. La Montagna è completezza in ogni suo passo: dalla partenza all’arrivo.

Dalla grotta abbiamo panorami che spaziano dalla piana del Fucino ai monti del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, dai piani palentini al Monte Viglio, al Cotento e al Tarino, dal Monte Autore al Padiglione e al Monte Midia.

 

Grazie a tutti!

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