Montagne Selvagge

Escursioni guidate nelle selvagge bellezze d'Abruzzo


Ho scelto di andare in montagna perché è nella Natura selvaggia la salvezza del mondo.

Ed è proprio per Lei che vorrei lasciare a mio figlio un mondo migliore di come l’ho trovato.

Si dice che gli animali siano troppi:

i lupi sono troppi e bisogna ucciderli;

i cervi sono troppi e bisogna ucciderli;

gli uccelli, che col loro magnifico canto ci incantano, sono troppi e bisogna ucciderli; gli alberi che ci danno vita sono troppi, bisogna tagliarli.

Ma – paradossalmente – i centri commerciali sono pochi e bisogna costruirne sempre piú.

Benvenuti nel mondo dell’uguale, del consumismo sfrenato.

Il semplice camminare, anche per poche ore nei boschi e nelle valli, può salvare da abitudini che finiscono per portar via la nostra libertà.

Sono fortunato ad aver conosciuto in tempo la montagna e la ringrazio per avermi liberato dalla desertificazione dello spirito del pensiero moderno.

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Trentuno marzo duemiladiciannove

Questa domenica siamo stati in escursione guidata su un tappa del Cammino dei Briganti, da Sante Marie a Santo Stefano, con BORGHI D’ABRUZZO.

Il Cammino dei Briganti è un percorso di 100 km e sette tappe che percorre paesi della Marsica e del Cicolano, sulle orme dei briganti della Banda di Cartore tra la Val de Varri, la Valle del Salto e le pendici del Monte Velino.

In pochi anni è stato percorso da migliaia di camminatori venuti da gran parte dell’Italia e dell’Europa; l’anno scorso abbiamo accompagnato escursionisti dalla Finlandia, Inghilterra e Austria.

Grazie alla fiducia di Antonio Pattuglia, venuto fino a Massa d’Albe per conoscermi, abbiamo organizzato una tappa con il gruppo BORGHI D’ABRUZZO. Un domenica speciale: sorrisi, sole, canti degli ucceli, storie di briganti e leggende fantastiche hanno impreziosito ancora di più l’arte del camminare sentendosi liberi.

Grazie a tutti!

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Ventiquattro marzo duemiladiciannove

Escursione guidata all’Eremo di Santa Maria del Cauto

 

Questa domenica siamo stati in cammino nella Riserva naturale guidata Zompo lo Schioppo, tra cascate spettacolari, sorgenti, grotti, boschi, leggende, misteri, silenzi e spiritualità.

Abbiamo percorso il panoramico sentiero de “Le scalelle”, giungendo al Fosso dei Briganti e al Buco del Cauto.

Abbiamo visitato l’antico Eremo di Cauto, della cui esistenza si hanno notizie fin dal XII secolo. Immerso nel folto bosco di faggio, rifugio, dal medioevo in poi, di uomini che vollero allontanarsi dal mondo per dedicarsi alla ricerca di Dio. Fu abitato dai monaci benedettini dalla prima metà del XII secolo e passò nel 1181 ai cistercensi dell’abbazia di Casamari. All’interno conserva affreschi della vita di Santa Caterina di Alessandria.

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Il sentiero è la meta

Il sentiero è la meta


Postato il Mar 8, 2019

Il sentiero è la meta, e nel camminare puoi ricordare il sentimento della tua esistenza.

Nella vita, alcune volte, potrei dire anche spesso, si va troppo in fretta: immersi nelle troppe abitudini che ci allontanano anche dall’importanza di un piccolo gesto o di una semplice parola del tipo “come stai?”

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Monte Velino: le origini del suo nome

Monte Velino: le origini del suo nome


Postato il Mar 7, 2019

Cima del Monte Velino con croce di vetta, dove vento e freddo creano trasformazioni di ghiaccio e spirito.

Questa nostra foto, scattata nell’aprile del 2013, mostra un Velino ancora completamente sommerso di neve, con la vetta contesa, quasi, tra due sistemi di bianco in lotta: cielo denso e terra candida.

Monte Velino, “il Signore del Lago”, come veniva chiamato dagli antichi, dominatore ed osservatore del Fucino da migliaia di anni.
Oggi il lago non esiste più perchè prosciugato dal principe Torlonia nella seconda metà del XIX secolo, eppure il Velino è sempre lì, magnifico ed elegante. Pensate a quante generazioni ha visto crescere e morire, quante persone sono passate ai suoi piedi, quanta storia è trascorsa, dagli antichi Marsi alle conquiste dell’Impero Romano... solo lui potrebbe raccontarci la storia di questi luoghi nei minimi particolari.

Il maestoso massicio che domina la piana del Fucino deve il suo nome al lago scomparso, di cui fu silente custode per secoli. Si narra infatti che per gli antichi “inu” fosse un termine in uso per intendere “fonte” o “distesa d’acqua”, mentre il resto del nome rimandasse alla radice “bel/belu”, usata comunemente per “signore” o “dominatore”.
Il Monte Velino, dunque, rimane allacciato così, per nome e destino, inesorabilmente, al suo ambiente, anche se questo rimane vivo, ormai, solo nell’animo antico di questi luoghi.

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Tre marzo duemiladiciannove

Escursione guidata alla scoperta della Grotta di San Benedetto.

Gli scenari mozzafiato del Parco Naturale Regionale Sirente Velino ci regalano sempre nuove emozioni; camminare sullo stesso sentiero dove passa il lupo può essere indimenticabile, così come osservare il volo del grifone, ricordare le gesta degli antichi popoli italici e ammirare le altezze delle vette innevate.
Partendo dal Rifugio Casale da Monte siamo siamo arrivati alla Grotta di San Benedetto, ma l’arrivo non è stata la conclusione dell’escursione, bensì, come dico spesso, la montagna non è semplicemente un trasportarsi da punto A ad un punto B, la Montagna è completezza in ogni suo passo: dalla partenza all’arrivo. Ammirare i panorami dalla grotta di San Benedetto è molto emozionante. I panorami spaziano dalla piana del Fucino ai monti del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, dai piani palentini al Monte Viglio, al Cotento e al Tarino, dal Monte Autore al Padiglione e al Monte Midia.

Grazie a tutti!

 

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