CAMMINARE NEL BOSCO, UNA CURA PER CORPO E MENTE!

Postato il Apr 29, 2018 | 0 comments


I boschi, sin dai tempi più antichi, erano posti misteriosi e sacri. Hanno avuto un ruolo centrale in molte mitologie e religioni.

L’albero cosmico della vita era chiamato YGGDRASILL, l’albero dell’asse del mondo che si innalzava fino al cielo e giungeva negli inferi, sostenendo e rigenerando l’universo. L’Yggdrasill è il frassino che noi incontriamo nel bosco, ma spesso gli passiamo affianco ignorandolo, noncuranti della sua storia.

Una storia che affonda le sue radici nella saggezza dei popoli antichi che ammiravano le stelle come il crescere delle piante, che amavano osservare il cielo e curare la bellezza in terra; che sapevano dare risposta ai fenomeni naturali nella maniera più immediata che conoscevano, romanzando e avvolgendo di mistero la meravigliosa Natura che li circondava.

Una miscela di osservazione scientifica, alchimia, magia e leggenda.

Così, come le costellazioni per l’astrologia, ogni albero racchiude in sé caratteristiche uniche. Si è creato una sorta di “oroscopo verde”, per cui, per esempio, il frassino, simbolo di iniziazione e rinascita, si riferiva a persone intuitive, artisti naturali; oppure la betulla, emblema di conoscenza e purezza, rappresentava personalità portate ad essere guide, ambiziose e fortemente trainanti. In ogni specie è racchiuso un potere capace di guarire e potenziare lo spirito. L’Ontano, rappresentava così la protezione spirituale, e la Quercia, sovrana celeste e terrestre, era tanto sacra a Zeus.

Oggi il culto degli alberi è quasi morto. Spesso non diamo importanza alla loro grande energia. Li osserviamo nella loro bellezza, ignari di come invece siano custodi di antiche conoscenze: non hanno mai smesso di esserlo, siamo noi che abbiamo dimenticato cosa rappresenta veramente un bosco, cosa custodisce e cosa narra.

I druidi celtici, che traevano il loro potere interamente dalla natura e il carisma dalla spiegazione della stessa “ai meno colti”, possono essere considerati i primi terapeuti della storia. Infatti gli ingredienti delle loro cure erano a portata di mano: foglie, erbe e cortecce.

Solo l’ignoranza becera dell’uomo, la sua limitatezza nella comprensione del tutto intorno a sé, ha fatto si che questi conoscitori (o conoscitrici) e amanti passionali della natura primordiale, passassero come stregoni o streghe, dando poi vita ai tragici e sanguinosi eventi che la storia ci ricorda.

I boschi dovrebbero essere ammirati e vissuti come ispiratori di un raccoglimento profondo e misterioso; il paradigma pianta-uomo cela in sé una vita segreta che potrebbe ricondurre la civiltà, costipata in tempi ristretti e a velocità massima, ad uno stato “originario”, che gioverebbe ad un tipo di ricerca spirituale ed introspettiva, ad un “modus vivendi” per così dire, romantico.

Nel bosco vengono ambientate la maggior parte delle leggende: popoli di elfi e folletti, di fate, di piante parlanti, che fin da piccoli hanno nutrito il nostro immaginario fantastico. Ma per i bambini cresciuti, qualora non si accontentassero più della spensieratezza e della gioia semplice che il parlare di alberi, abbracci di rami e piante evoca nell’inconscio, si può ricorrere alla silvoterapia.

Camminare in un bosco purifica ed energizza: la silvoterapia è utile per ritrovare il benessere e l’equilibrio interiore attraverso il contatto con la natura, e tra le eco-terapie è la pratica che sta prendendo più piede, pur essendo stata scoperta nel 1927.

Per cui  ci troviamo davanti ad una esperienza che ci spiega, in maniera chiara e scientificamente provata, come abbracciare un certo tipo di albero, possa avere effetti positivi sulla nostra salute: forse non tutti sanno che abbracciare gli alberi, per esempio, ha un’azione rinfrescante, essendo la corteccia un ottimo dispersore di calore; oppure che i “terpeni” (la voce delle piante), oltre ad avere una funzione comunicativa fra gli esseri vegetali, interagiscono con il sistema immunitario dell’uomo, che, vien da sé, ha un’importanza fondamentale se si vuole raggiungere il benessere psicofisico con metodi alternativi.

“Respirare il bosco” previene l’asma bronchiale, riattiva la circolazione sanguigna ossigenando di più il sangue e aumenta la produzione di cellule killer, quelle che ci ripuliscono da tossine e cellule cancerogene. E poi, sotto il punto di vista strettamente spirituale, cosa c’è di più indicato se non sdraiarsi ai piedi di un albero maestoso con fronde giganti, per riflettere, scavare, pensare fino ad arrivare alla parte più recondita di noi?  All’ombra dei grandi arbusti, in mezzo ad essi, possiamo permetterci di essere sinceri con noi stessi, di giungere a conclusioni oscurate dal dover per forza essere come la società ci impone. Nessun grande autore ha avuto ispirazione in una grigia città affollata… e nessun testo ci ha fatto sognare di più delle favole e del bosco misterioso in cui avvenivano mille magie e dove l’avventura era all’ordine del giorno. Forse davvero ce ne siamo solo “scordati”, oppure, da adulti, lo abbiamo semplicemente accantonato per lasciar posto a cose “più” da grandi.


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