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Il Cammino dei Briganti

Il Cammino dei Briganti


Postato il Gen 17, 2018

Montagne Selvagge 
Presenta:

Trekking guidato!!
Sul Cammino dei Briganti
30 aprile, 1, 2, 3, 4, 5 maggio

Che cos’è il Cammino dei Briganti:

Il Cammino dei Briganti è un cammino a quote medie (tra gli 800 e i 1300 m. di quota) sulle orme dei briganti della Banda di Cartore, tra la Val de Varri, la Valle del Salto e le pendici del Monte Velino. Partenza e arrivo da Sante Marie, vicino a Tagliacozzo (AQ). La Marsica e il Cicolano sono terre di boschi, montagne e storie di briganti. In particolare il territorio attraversato da questo cammino è un territorio di confine, oggi tra Abruzzo e Lazio, ieri tra Stato Pontificio e Regno Borbonico. I briganti vivevano sul confine per passare da una parte all’altra a seconda della minaccia. I briganti lottavano contro l’invasione dei Sabaudi, che avevano costretto il popolo a entrare nell’esercito. Erano spiriti liberi, che non volevano assoggettarsi ai nuovi padroni, e per questo erano entrati in clandestinità. Una storia fatta anche di rapimenti, riscatti e tanta violenza. Una storia di 150 anni fa. Oggi l’esperienza dei viaggiatori antichi viene riproposta basata sul viaggiare a piedi da paese tutto ben percorribile, segnato e con posti tappa attrezzati.

La bellezza di un bosco, di un fiume, di una montagna, non è paragonabile a nessun oggetto che questa società ha creato per te…
Attraversare un bosco a piedi ti permette di ritornare alla Natura, liberando la testa dai troppi pensieri che solitamente l’attraversano. Trascorrere il tempo in compagnia di alberi che ti osservano silenziosamente può pulire il tuo animo da ogni impurità, quasi stessimo attraversando un filtro in grado di rigenerare la vita al solo passaggio.

 


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8, 9, 10 giugno 2018

Via dei Marsi – Selvagge Perfezioni
Trekking di 40 km, in tenda e sacco a pelo, sul sentiero degli antichi padri.

A contatto con la natura selvaggia dell’Abruzzo, tra storia, boschi sacri, vette, panorami mozzafiato, animali selvatici, pernotti in tenda, stelle da ammirare e il silenzio.
Per tutto il cammino potrai respirare l’antica essenza che Madre Natura custodisce nel suo cuore!

Trekking della durata di tre giorni nel cuore dei territori che furono del

l’antico popolo dei guerrieri marsi, un’area di grande valore naturalistico, storico e culturale che permetterà ai partecipanti di scoprire un volto unico e spesso nascosto dell’Abruzzo.

Il trekking segue le orme del popolo degli antichi Marsi, guerrieri tra i più valorosi dell’Italia pre-romana, stregoni ed esperti di erbe mediche, presenti nel territorio fin dal V secolo a.C.

Da Lucus Angitiae a Pescasseroli, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise
Il percorso della Via dei Marsi (Spina Verde), esistente nella preistoria, era una delle via delle antiche popolazioni italiche dell’Italia centrale che, per esempio, utilizzavano per raggiungere i luoghi dove far svernare le proprie mandrie e bestiame. Una parte dello stesso sentiero veniva utilizzato dal popolo fucense per portare il pescato del Lago del Fucino e le famose anatre a Roma, sul mercato di Piazza della Rotonda (oggi Pantheon), luogo obbligato di dogana della selvaggina. Sicuramente il tragitto da Pescasseroli alla Marsica, via Bisegna o via Villavallelonga, rappresenta uno degli ultimi itinerari storici abbastanza intatti.


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Sabato 23 dicembre 2017
Sulle tracce di Orione, il guerriero che illumina l’inverno.
Escursione astronomica notturna guidata e polentata in Rifugio di montagna.

 

Appena due giorni fa iniziava ufficialmente l’inverno, con le sue lunghe notti e temperature rigide. Oramai non è più estate, periodo comodo e alle volte romantico, molto più indicato per le osservazioni astronomiche. Nonostante tutto ci siamo ritrovati presso il rifugio Casale da Monte, verso le 17 di sabato 23 dicembre, con temperature prossime ai 2 gradi per contemplare il cielo in pieno inverno. In programma, prima ancora dell’inizio dell’escursione guidata, era prevista l’osservazione della luna. Appena arrivati, infatti, i partecipanti prenotati all’evento hanno potuto godere di uno spettacolo unico: osservare la superficie lunare, con i diversi crateri e mari ben visibili, attraverso un telescopio con ingrandimenti compresi tra i 150 e 200x.
Dopo aver contemplato la luna, ci siamo incamminati, per circa 3 km,  per il bellissimo sentiero che porta a Colle Pelato e alle vette del Monte Velino e Monte Cafornia, per poi tornare al Rifugio Casale da Monte, dove un’ottima cena a base di polenta e spuntature ci ha ristorati e riscaldati più che piacevolmente. Dopo la cena ed il buon vino siamo nuovamente usciti all’aperto a contemplare il cielo con il telescopio.
Tra le costellazioni osservate non poteva mancare l’intramontabile, in quanto circumpolare, Piccolo Carro con la Stella Polare, il Cefeo, la Lucertola. Cassiopea, poi, con le sue stelle principali: Caph, Schedir, Ksora e Segin. A seguire abbiamo riconosciuto le costellazioni del Cigno, la Lira e l’Aquila, con le stelle principali, ovvero Deneb, Vega e Altair, che, se unite con linee immaginarie, formano il triangolo estivo che ormai volge al tramonto.
Subito dopo Andromeda con Mirach, Perseo, il triangolo e il grande quadrato di Pegaso e le costellazioni dell’Auriga, con la stella Capella ed Elnath, i Gemelli Castore e Polluce, la costellazione del toro con Aldebaran, dell’Ariete ed vero il protagonista della serata: Orione, con Betelgeuse, Bellatrix, Alnitak alnilam, Mintaka, Saiph e Rigel. Ad inseguire Orione il Cane Minore, con la stella Procione ed il Cane Maggiore con la stella Sirio, Mirzam Wezen, e Adhara. Appena sotto i piedi di orione la costellazione della Lepre. Tra gli oggetti osservati troviamo poi la grande e luminosissima nebulosa di Orione M42-43, la galassia di Andromeda e la nebulosa m76 in Perseo, nota anche come nebulosa Farfalla o piccola Dumbel, le stelle Sirio e Betelgeuse, gli ammassi m36 e 38 nell’Auriga.

 

By Franco Salvati

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Che i giorni dell’anno non fossero tutti uguali era ben noto ai popoli fin dai tempi più remoti.

L’alternarsi ritmico delle stagioni e la differente durata del giorno in relazione ad esse garantiva il protrarsi della vita sulla terra e l’uomo, che conosceva molto ma non abbastanza del cielo per capirne appieno le ragioni, viveva col proprio astro un rapporto di dipendenza che molto aveva di magico. Il sole, infatti, nasceva e moriva ogni giorno accompagnando le attività quotidiane delle persone che, fin dai primordi, guardavano al cielo e alle sue infinite trasformazioni come si guarda ad un riferimento assoluto, ad un padre o, molto più spesso, alla genesi di tutte le cose. L’ istinto più che la conoscenza guidava l’ uomo a riconoscerne ritmi e cadenze, fino al determinare ricorrenze annuali imprescindibili per la vita del proprio territorio. Accadde esattamente questo quando, nell’emisfero boreale, il nostro, le popolazioni antiche attribuirono al Solstizio d’inverno un significato ad oggi tutto da riscoprire.

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Diciassette dicembre duemiladiciassette

Il freddo e la neve caduta durante la notte ha reso la giornata ancora più avventurosa…

Siamo stati in escursione guidata nel Parco Lucus Angitiae, situato nel comune di Luco dei Marsi, un posto silenzioso e ancestrale, con i suoi boschi e le sue cavità carsiche colme di storie e magie, la Grotta d’Orlando e Fonte Longagna.

Passo dopo passo, abbiamo raccontato la storia del posto: dagli antichi Marsi, con le loro battaglie e la loro vita, alla dea Angitia e il prosciugamento del lago del Fucino, il cosiddetto Dio Fucino, come lo chiamavano gli antichi Marsi. Il bosco innevato offre sempre quella rara bellezza che solo il manto nevoso sa offrire, e permette di condividere armonia e gioia con persone venute ad ammirare questi posti da Avezzano, Pescara, Roma e L’Aquila e sentirne raccontata la storia può rendere ancora più felice.

Con la neve è facile seguire le tracce degli animali che ci hanno accompagnato per gran parte del sentiero, forse nascosti al nostro passaggio, spiandoci di nascosto, dal cinghiale alla lepre, al lupo.

 

Il ritorno a casa, dopo una giornata così, fa sentire ancor di più la voglia di tornare subito tra i monti… cosa che certamente faremo.

A Presto per una nuova avventura, ringraziando chi era con noi in questa.

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