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Diciotto novembre duemiladiciotto

Eccoci in escursione guidata alla scoperta della magia dei boschi e del Lago della Duchessa.

Il  freddo ci ha accolti fin dal mattino e, come un compagno educato e sincero, ci ha accompagnato per tutta la giornata… una splendida avventura.

Delle volte mi domando quale sia il vero senso della bellezza: cosa molto difficile da spiegare, potrei lasciare a voi tale interpretazione dalle foto che abbiamo fatto. Quando, una volta usciti dal bosco e superato gli stazzi abbiamo visto il lago, una sensazione mista tra stupore, incanto e felicità ha avvolto quel momento: il Lago della Duchessa, circondato dalle montagna innevate e in minima parte ghiacchiato “emanava” bellezza in ogni sua parte.

Mille colori nei suoi riflessi e nelle sue  acque mosse dal vento, ti trasportavano in un mondo surreale fatto di momenti e istanti infinitamente liberi. Ti fermi a guardarlo e ti perdi in  lui… Il gruppo che ho accompagnato, forte e volenteroso, ha accolto tutta questa bellezza e fatta sua per poterla ricordare in altri momenti di vita nel quotidiano.

Oggi, due giorni dopo l’escursione, in me sono ben impressi i colori di questa escursione e penso che rimarrano nel mio animo per lunghissimo tempo.

Grazie a tutti coloro che erano con me in questa giornata.

 

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Una piccola riflessione

Una piccola riflessione


Postato il Nov 4, 2018

Una piccola riflessione!

Oggi come oggi siamo abituati sempre di più a vivere la tecnologia e farla vivere ai bambini come rimedio a tutto. Alle volte passano più tempo in compagnia di uno schermo di quanto non stiano all’aria aperta, anche quando potremmo portarli fuori. Vivere la montagna, al contrario, resta fondamentale per la loro crescita ed educazione. Portarli all’aria aperta, a contatto con le nostre bellezze territoriali li rende molto più liberi e felici di quanto non potremmo immaginare: ce lo raccontano i loro occhi a fine giornata.

 

 

 

 

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Venti e ventuno ottobre duemiladiciotto

 

Escursioni guidate ad anello sul Monte Mascioni e sul Monte di Mezzo

 

In questi posti, incantevoli e affascinanti, venivo spesso in campeggio con la mia famiglia quando ero bambino. Ricordo ancora il profumo del lago e i mille colori delle giornate passate sulle sue sponde.

Da adulto ci sono tornato diverse volte, e quei colori e quei profumi mi hanno sempre accolto e “riportato” a quelle giornate spensierate passate qui anni e anni prima.

 

Tornarci di nuovo da guida per condurre delle escursioni e, nel mio piccolo, far muovere l’economia e far conoscere queste terre che purtroppo sono state colpite dagli ultimi eventi sismici, è stata per me un grande emozione.

 

Consiglio vivamente di visitare questi posti e di vedere la volontà della gente del posto e la bellezza della natura che li circonda

 

 

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Quattordici ottobre duemiladiciotto

Traversata delle Mainarde in collaborazione con Atropa Trekking

Eccoci di nuovo sulle Mainarde, per una bellissima traversata di 23 km e sette vette da ascendere.

Siamo partiti di notte per essere accolti nel bosco da una luce “energizzante” che ci ha accompagnato per tutta la giornata in questa splendida avventura.

Da Val Pagana siamo giunti al Vallo Pagano e poi al Passo dei Monaci, dove panorami emozionanti si sono aperti ai nostri occhi. Con gioia e volontà abbiamo raggiunto le vette de La Metuccia, Monte a Mare, Coste dell’Altare, Monte Mare e Monte Ferruccia, per poi ridiscendere e salire sul Monte Marrone.

Tutta la giornata, dall’alba al tramonto, è stata intensa: racconti di briganti, la grotta di Domenico Fuoco, Linea Gustav e racconti di guerra, Charles Moulin e la sua vita in questi posti, silenzi e riflessioni. Tutto questo in una giornata da ricordare.

Per finire, il tramonto ci ha accolti nel bosco della Valle di Mezzo, rendendo la discesa ancora più magica.

Ringraziamo il gruppo che è stato fantastico dall’inizio alla fine dell’escursione

 

Qui, dove il selvaggio regna con tutto il suo cuore

Qui, dove Charles Moulin vive ancora nella forza dell’orso e nel coraggio del camoscio.

Qui, dove il silenzio delle vette ti indica la strada giusta da percorrere nella vita.

 

 

 

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Ventitré settembre duemiladiciotto

Escursione guidata sulla vetta del Monte Velino: il Signore del Lago

Un’intera giornata sul Monte Velino, dall’alba alla sera, tra grifoni, vette, valli glaciali e panorami indimenticabili.

Il sentiero n. 3 che porta fino alla vetta della terza montagna più importante degli appennini è “totale” in ogni suo passo: dai valloni che ti sfidano con la loro ripidezza ai panorami che si aprono all’improvviso mostrandoti la bellezza delle montagne d’Abruzzo e non solo.

Avere un gruppo che ha capito la vera della forza della volontà e accompagnarlo fino alla vetta ti dona molte soddisfazioni.

I 1500 metri di dislivello complessivo positivo e i sedicimila metri di percorso per andata e ritorno non hanno visto nessuna resa da parte loro…

Il “Signore del Lago” ha visto tante storie e sa bene, con il suo senso delle altezze, premiare coloro che lo ascendono con rispetto e profondità d’animo

Grazie a tutti coloro che erano con me in questa avventura

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Sedici settembre duemiladiciotto

Escursione guidata nella foresta vetusta della Val Cervara

 

Quando entri in un bosco antico, anche se cammini sul sentiero giusto, ti perdi per ritrovarti. Ad ogni suo angolo ed anfratto si può percepire l’essenza dell’ancestrale, basta lasciarsi trasportare ed aprire il proprio cuore, lasciandolo “respirare” di aria nuova, magia e profondità.

Camminando, pian piano, capirai che ogni superfialità umana, qui, non esiste.

Camminado, pian piano, capirai che la sensibilità, qui, è più viva che mai.

Al tuo ritorno a casa ti accorgerai che un parte di questa sensibilità, se hai aperto il tuo cuore, ti formerà annche in ognin passo di vita nel quotidiano.

 

Grazie a tutti, specialmente ai più piccoli che non si sono arresi.

 

Mentre Magellano partiva con tre velieri per raggiungere l’Oceano indiano, Carlo V veniva incoronato Re dei Romani ad Aquisgrana ed Enrico VIII fondava la chiesa anglicana, questi giovani faggi, oggi ultimi della loro generazione in Europa e patrimonio mondiale dell’UNESCO, vedevano già la luce e segnavano la storia.

 

La faggeta più antica d’Europa, oggi patrimonionio mondiale dell’umanità, si trova nella Val Cervara in comune di Villavallelonga, nel parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Il sito si è salvato per il suo isolamento, e soprattutto per le continue lotte fatte da Loreto Grande, botanico di Villavallelonga, che nel dopoguerra si battè per proteggere questo prezioso lembo di territorio. L’opera di difesa è proseguita poi con l’istituzione del Parco Nazionale d’Abruzzo. La scoperta di questi alberi, che in alcuni esemplari superano i 500 anni, è stata fatta di recente da alcuni ricercatori dell’Università della Tuscia che con un sistema di datazione la DENDROCONOLOGIA, ha permesso la campionatura cronologica di circa 500 anni.

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