La faggeta di Val Cervara: la faggeta più antica d’Europa e patrimonio mondiale UNESCO

Postato il Gen 30, 2019 | 0 comments


FAGGETA DI VAL CERVARA: SCRIGNO DEL TEMPO E DELLA SAGGEZZA IN TERRA D’ABRUZZO

Se la vita di un uomo non può arrivare ad abbracciare un tempo più lungo di un secolo, la sua terra, al contrario, conosce creature in grado di raccogliere secoli di memoria in una sola esistenza, divenendo custodi di un sapere antico.

È questo che accade quando siamo in luoghi incantati come la foresta di Val Cervara, nel Comune di Villavallelonga, nel territorio del parco nazionale d’Abruzzo, Lazio, Molise, dove sopravvive al tempo la più antica faggeta d’Europa.

Questa palma d’eccellenza fu riconosciuta al bosco di Val Cervara dall’università della Tuscia, quando un team di studiosi è riuscito a provare l’esistenza di faggi pluricentenari, con un nutrito numero di esemplari che supera addirittura i 480 anni d’età. L’equipe di esperti, guidata dai professori Schirone e Piovesan, grazie all’analisi dendrocronologica, ha potuto ricostruire una serie cronologica che, quindi, si estenderebbe dal 1523 ad oggi. Il più antico conta ben 503 anelli chiaramente rilevabili da questo tipo di analisi, ma potrebbe essere persino più antico, se si considerano i molti altri incompleti.

Il sito si è salvato per il suo isolamento, e soprattutto per le continue lotte fatte da Loreto Grande, botanico di Villavallelonga, che nel dopoguerra si batté per proteggere questo prezioso lembo di territorio. L’opera di difesa è proseguita poi con l’istituzione del Parco Nazionale d’Abruzzo.

 

Considerando che il faggio vive mediamente 250 anni e solo in alcuni casi si trovano alberi isolati di età maggiore, è un riscontro scientifico importantissimo che dimostra maggiore longevità delle faggete, un utile modo per ricostruire l’andamento climatico. Qui si è creato un habitat ad elevata biodiversità ed in cui si possono trovare tutte le fasi del ciclo vitale delle foreste naturali di clima temperato: meravigliosi alberi colonnari di varia forma, alberi morti in piedi e schiantati al suolo con numerose cavità; troviamo tutte le fasi del ciclo strutturale della faggeta, da stadio di piantina a quella di albero morto, tappeti di muschio, licheni vari, funghi legnosi a mensola.

 

 

Il luogo è frequentato da animali come: cervo, capriolo, lupo, cinghiale, orso marsicano. Data la particolare importanza di questo nucleo forestale, l’Ente Parco ha inserito tutta la Val Cervara nella “zona A” che contraddistingue un territorio adibito a Riserva integrale dove l’accesso può avere luogo soltanto lungo l’apposito sentiero contrassegnato.

Mezzo millennio di vita e di memoria.

Mentre Magellano partiva con tre velieri per raggiungere l’Oceano indiano, Carlo V veniva incoronato Re dei Romani ad Aquisgrana ed Enrico VIII fondava la chiesa anglicana, questi giovani faggi, oggi ultimi della loro generazione in Europa e patrimonio dell’UNESCO dal 2017, vedevano già la luce e segnavano la storia.


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