ABBIAMO BISOGNO DI CREDERE NELLE FAVOLE!

Postato il Dic 2, 2019 | 0 comments


ABBIAMO BISOGNO DI CREDERE NELLE FAVOLE!

La gente non legge più. Non racconta, non si sofferma a guardare il mondo al di là di uno schermo: tutto mediato dalla tecnologia, i nostri sensi sono stati sostituiti da macchine sempre più potenziate per addormentarci il pensiero. Correre, produrre, guadagnare. L’ottimizzazione del tempo è ormai diventata una dote essenziale per il saper vivere, per “rendersi utile” a questa società che sempre di più ci allontana dalla consapevolezza di ciò che siamo e desideriamo nel profondo.

A risentirne, in prima battuta, sono tutte quelli produzioni che stimolano la nostra fantasia. Il mondo fantastico, popolato da fate, elfi e ogni sorta di creatura magica sta affrontando una involuzione che deve essere arrestata.

Non si lascia più alla fervida immaginazione di un bambino la descrizione di una fata nata dai colori: tutte le apparecchiature finora inventate riescono a tradurre visivamente fiumi e fiumi di parole, annichilendo una funzione essenziale dell’immaginazione, quella di inventare un mondo migliore, di cui ognuno ha la sua propria, personale interpretazione ed immagine, per alimentare la speranza che si possa effettivamente migliorare.

Trascorrere del tempo da soli, per ritrovare e fare due chiacchiere con il nostro “bambino interiore” per godere della semplice bellezza della vita, senza fronzoli, sembra essere “roba per vecchi” o per pochissimi illuminati che fanno tesoro del loro lato fanciullesco per dare un senso alla loro permanenza su questa terra.

Chiunque si trovi a camminare su un sentiero evolutivo, o a prendersi cura di sé contemplando vari aspetti del proprio essere, cercando di stare bene con sé e con gli altri, ha bisogno di riscoprire il proprio bambino interiore, eludendo per un po’ la realtà esasperata che ci vuole tutti standardizzati e poco “pericolosi”…  un pensiero controllato e guidato è un pensiero che non crea problemi, che non si pone domande e che non grida ricercando la sua verità. E’ un pensiero comodo. Ma fittizio, surrogato.

Ecco perché è importante credere alla fantasia e a tutto ciò che riesce a creare: sono proprio quei personaggi bizzarri, irreali che impersonano le nostre qualità migliori a renderci liberi e leggeri. Credere nella fate e negli abitanti del mondo fantastico in qualche modo ci mette in collegamento con un mondo che noi non vediamo e di cui non abbiamo esperienza. Sono Spiriti della Natura, totalmente sovrannaturali, capaci di infondere in noi tranquillità, gioia, emozioni tipiche del fanciullo che si accosta al gioco. Ed il segreto è proprio questo, approcciarsi alla vita come ad un bellissimo e coinvolgente svago: la libertà che si respira nei voli casuali, la serenità che si diffonde ad un loro singolo battito di ali o ad uno schiocco di dita, difficilmente si assapora negli schematici e razionali affari da adulti.

La spensieratezza con cui il mondo fantastico ci libera dalle catene della realtà provoca in noi il desiderio di portare qualcosa di reale in esso, per creare una sorta di “continuità” che ci fa sentire normali: e allora ecco la presenza di orchi, creature mostruose, cattivi che rendono più reale il mondo a colori di fate, gnomi ed elfi.

Recuperare il rapporto con questa parte “leggera e spensierata” del proprio io significa recuperare uno sguardo infantile, uno sguardo incantato. E quale miglior mezzo dell’uso della fantasia, delle fiabe per far sì che questo avvenga?

Nel mondo della fantasia tutto è possibile e tutto è risolvibile: gli adulti perciò possono provare a recuperare significati che non erano stati interamente compresi; attraverso l’incredibile è possibile trasmettere la speranza che tutto si può risolvere.

Nel mondo del fantastico c’è insito una specie di ottimismo sfrontato , quasi “sciocco” tipico di individui che non permettono alle emozioni negative di prendere il sopravvento, e di guardare ai problemi e alle avversità con una luce particolare che non lascia spazio alla gravità di sentimenti bui, oscuri: è la leggerezza dell’incoscienza, dell’innocenza; è il sorriso di chi, nonostante il grigio, pesante trascorrere della quotidianità, ti riserva un sorriso e una risata, che sembra fuori luogo, ma che ti rimane impressa e ti fa incurvare le labbra.

IL SEGRETO DELLA LEGGEREZZA E’ UN PENSIERO FELICE. SOLO COSI’ SI VINCE LA PAURA DI VOLARE. E DI SOGNARE”

Questa verità è ciò che Trilli rivela ad un Peter Pan ormai cresciuto, inghiottito dai suoi doveri di uomo adulto: siamo abituati a dare il giusto prezzo a tutto, per ottenere immediatamente quel che vogliamo. E con questi meccanismi automatici, abbiamo perso la capacità e la voglia di rimanere col fiato sospeso, con il naso all’insù a contemplare le stelle e le infinite possibilità che abbiamo per vivere la nostra unica vita in modo sereno e…felice.

di Silvia Collalti

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