Cosa significa essere una guida di montagna?

Postato il Gen 20, 2020 |


Un po’ da tutta Italia ricevo messaggi, email e telefonate di persone che mi chiedono come si faccia a diventare guida di montagna.

Cosa significa essere una guida di montagna?

 

Un conto é l’andare in montagna, un’altra cosa é accompagnare le persone sulle vette, nei boschi, tra le valli e organizzare escursioni, cammini e trekking.

Io ho seguito il percorso, selettivo e impegnativo, che mi ha qualificato guida professionista come Accompagnatore di Media Montagna/Maestro di Escursionismo e ora faccio parte del Collegio Regionale Guide Alpine Abruzzo.

Essere guida professionista, come primo e unico lavoro, richiede passione, motivazione, profonda conoscenza del territorio, disponibilità a sacrificarsi, voglia di confrontarsi.

Perché essere una guida, indipendentemente dalla strada che si voglia seguire, significa:
avere un’adeguata formazione di base; essere in grado di gestire il gruppo che ha scelto te per conoscere il territorio in tutta sicurezza.

Essere in grado di risolvere eventuali problemi, sia psicologici che di primo soccorso.
Avere copertura assicurativa

Possedere perfetta conoscenza del territorio per flora, fauna, geologia, storia, arte, tradizioni.
Comprendere la necessità di uscire spesso, quasi tutti i giorni, per garantire sempre a chi ti ha scelto prestazioni di livello; avere capacità di ascolto ed empatia.

Con questo si può incominciare il bellissimo cammino di guida.


Con il nostro lavoro organizziamo escursioni guidate, ed ecco cosa significa per noi…

Quello che intendiamo quando parliamo di escursione guidata…

Cosa c’è tra la piazzola di partenza e una vetta da raggiungere? Spesso in montagna si corre, ci si lancia alla ricerca di un piccolo record personale, una prestazione muscolare o più banalmente si va per “prendere” una vetta che poi diventa numero.

Quanto dislivello? Quante ore, minuti? Quante volte? E tutto il resto si appanna. Quando ho iniziato seriamente a chiedermi cosa ci fosse nel mezzo, cosa fosse quel “resto” cui poco spesso si tiene conto, ho iniziato a comprendere che proprio lì, al contrario, poteva nascondersi il vero “viaggio”, il cuore stesso della montagna.

Ecco perché l’escursione guidata, per me, oggi, non può che essere questo, un attento avvicinarsi, cogliendo bellezza ad ogni singolo passo. Perché questo sia possibile, faccio sempre dei sopralluoghi qualche giorno prima, per studiare di nuovo il luogo, ripassare i tempi, programmare le soste senza tralasciare nulla che riguardi la sicurezza o la tecnica, anche se, al tempo stesso, l’oggetto vero della mia ricerca si sposta, salendo, sul percorso in sé e la magia che porta.

Quando arriva il giorno dell’escursione rendo atto tutto quello che ho studiato, condividendo quello che so sulla natura della montagna, le sue tradizioni, la cultura del luogo, la flora e la fauna.

Salendo ci concediamo pause, assaporiamo, indaghiamo il luogo e ne viviamo appieno lo spirito fino in cima, fino alla vetta. Questo per me è ascendere insieme, questo per me è quello che intendo quando parlo di escursione guidata.

 

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