pensieri e parole


Per Fabio Niccolò

Fa che i tuoi passi diventino fiori

Colori, profumi, suoni, voci, forme, movimenti, luci… tutto é nuovo per te.

Le persone del mondo in cui crescerai saranno diverse: ci saranno coloro che ti giudicheranno per ogni cosa che farai, coloro che si definiranno buoni indossando mille maschere ogni volta che ti incontreranno, e poi ci sono coloro che in silenzio cercano ed esplorano per condurre uomini verso la libertà, e sono quelli di cui devi fidarti.

Si è vero, e non posso dire il contrario, questo mondo ha molte cose che non vanno, dovrai cercare in esso la bellezza e, fidati, esiste…

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Bisogna saper ripartire da zero, quando tutto quello che avevi costruito ti é crollato addosso.

Perché il tuo zero è il tuo infinito.

Bisogna saper costruire di nuovo, quando il tuo mondo ti stringe troppo togliendoti respiro e libertà.

Perché tu non resisti ma Esisti.

Perché tu non sopravvivi ma Vivi.

Bisogna saper Partire perché non siamo mai stanchi finché possiamo guardare abbastanza lontano.

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Il Sentimento delle Vette

Il Sentimento delle Vette


Postato il Apr 24, 2019

 

ll Sentimento delle Vette

Non sono mai stato interessato alla sola altezza delle montagne. Mi interessano piuttosto le emozioni, la profondità e i sentimenti che le montagne, al contrario, emanano. Quando mi domandano “quanto é alta quella montagna?” preferisco rispondere parlando piuttosto di tutto ciò che può insegnare quella vetta. Ci sono montagne per cui l’altezza conta molto poco, perché in esse vive molto di piú di un semplice livello metrico.

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Ho scelto di andare in montagna perché è nella Natura selvaggia la salvezza del mondo.

Ed è proprio per Lei che vorrei lasciare a mio figlio un mondo migliore di come l’ho trovato.

Si dice che gli animali siano troppi:

i lupi sono troppi e bisogna ucciderli;

i cervi sono troppi e bisogna ucciderli;

gli uccelli, che col loro magnifico canto ci incantano, sono troppi e bisogna ucciderli; gli alberi che ci danno vita sono troppi, bisogna tagliarli.

Ma – paradossalmente – i centri commerciali sono pochi e bisogna costruirne sempre piú.

Benvenuti nel mondo dell’uguale, del consumismo sfrenato.

Il semplice camminare, anche per poche ore nei boschi e nelle valli, può salvare da abitudini che finiscono per portar via la nostra libertà.

Sono fortunato ad aver conosciuto in tempo la montagna e la ringrazio per avermi liberato dalla desertificazione dello spirito del pensiero moderno.

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Il sentiero è la meta

Il sentiero è la meta


Postato il Mar 8, 2019

Il sentiero è la meta, e nel camminare puoi ricordare il sentimento della tua esistenza.

Nella vita, alcune volte, potrei dire anche spesso, si va troppo in fretta: immersi nelle troppe abitudini che ci allontanano anche dall’importanza di un piccolo gesto o di una semplice parola del tipo “come stai?”

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Ho scritto questo racconto la notte di capodanno del 2015.
L’avevo messo nel “dimenticatoio”, l’ho riletto tutto di un fiato e mi ha ricordato…

Augurandovi un Buon San Valentino, vi inoltro di nuovo questo mio pensiero.

PASSÒ LA NOTTE
ARRIVÒ IL GIORNO

Dal Sentimento, nel Sentimento.

L’anno 2014 si è concluso con il mio ricovero in ospedale. Sono entrato il 27 dicembre per un piccolo problema da risolvere.
Ma è una questione che non ha importanza, vorrei raccontarvi ciò che mi ha colpito veramente.
Durante questa permanenza ho incontrato quel Sentimento che cercavo da tempo negli occhi di una coppia e l’ho riconosciuto. Ero nel mio letto, leggevo le splendide parole di Henry David Thoreau e pensavo al suo mondo, alla sua diligenza nel disobbedire alle ingiustizie dell’uomo.
Mentre leggevo, osservavo sulla mia destra, oltre il corridoio, dentro una stanza, una coppia di anziani.
Lui ricoverato e sdraiato sul letto, lei intenta a curarlo, seduta su una sedia.
Più osservavo e più mi rendevo conto che in quella stanza c’era l’antico, il non consumato, il non corrotto, il non inquinato, il puro, il sacro. 

L’anziano era ricoverato da circa due mesi ed era malato da oltre sette anni.
Sua moglie era lì con lui dal primo giorno d’ospedale e non era mai ritornata a casa. Giorno e notte combatteva il sonno e la stanchezza, senza perdere nemmeno un respiro, un battito di ciglio del suo amato marito. Sedeva su quella sedia e in silenzio, con estrema devozione, osservava gli occhi di lui. 

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