Montagne Selvagge

Escursioni guidate nelle selvagge bellezze d'Abruzzo


A Scuola di Natura

A Scuola di Natura


Postato il Ott 8, 2019

A Scuola di Natura

Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

Viaggi d’istruzione, soggiorni scolastici ed educazione ambientale per Scuole primarie e secondarie di I grado.

Programmi per scuole, famiglie, gruppi e comitive.

 

Portare i bambini sin da piccoli in montagna, secondo noi, è fondamentale per la loro stessa educazione. Purtroppo, oggi come oggi, abbiamo a disposizione troppa tecnologia per intrattenerli o distrarli e i bambini possono facilmente rimanerne legati, vivendo la relazione con lo schermo quasi ipnotizzati.

Camminare in montagna, respirare e correre liberamente all’aria aperta, tra il bosco e i sentieri da cui si aprono orizzonti infiniti, può donare al bambino quella sana felicità fatta di semplicità e vita.

Accompagnare i bambini in montagna è un’esperienza unica.

Metterli in ascolto con il mondo di Madre Natura, vederli sorridere e interessati alle piante, agli animali e le loro tracce, ti fa capire l’importanza della vita all’aria aperta.

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Ventotto e ventinove settembre duemiladiciannove

Montagne Selvagge e Jamme Trekking

Escursione guidata sul Sentiero degli Dei e anello sul Monte Molare, nel Parco Naturale Regionale Monti Lattari.

“Da dove vengono le più alte montagne? così ho chiesto un giorno. E ho appreso che vengono dal mare. Questa testimonianza è scritta sulle loro rocce e sulle pareti delle loro vette. Dal più, profondo il sommo deve levarsi alla sua altezza.”

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Quindici settembre duemiladiciannove
Escursione guidata sul Monte Amaro di Opi, nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

L’aria fresca ci ha accolto al primo mattino insieme al bramito del cervo, in un ambiente che può solo farti stare bene per la bellezza che custodisce.
La salita nel bosco si fa sentire e mette alla prova le tue gambe, durante le soste si riprende fiato parlando di transumanza, vette, animali selvatici, alberi e riflessioni sul camminare in montagna.

Quando finisce il bosco ti guardi intorno e ti accorgi che il senso delle altezze è in te, e ammiri emozionanti panorami sorgenti di respiro e vita.

Grazie a tutti i partecipanti

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Quante volte gli escursionisti, che si sono cimentati nell’impegnativa scalata del Monte Velino, dai Piani di Pezza, si sono fermati per ristorarsi, per pernottare, o anche soltanto per una breve pausa, nel Rifugio Sebastiani? Tante.

Ma chi è il personaggio al quale il rifugio è stato intitolato diversi decenni fa? Ecco un breve excursus sulla breve ma intensa e appassionante storia della vita di Vincenzo Sebastiani. Le prime imprese alpinistiche Vincenzo era nato a Roma il 26 ottobre 1885 da Ettore e Gaetana Manari. Fin da bambino si appassionò a tutti gli esercizi sportivi, preferendoli a qualsiasi altro passatempo, e mettendo fin dal principio in luce le sue doti atletiche. Negli anni dell’Università unì, alla brillantezza e agli ottimi risultati che conseguiva negli studi ingegneristici, un notevole impegno soprattutto sotto il profilo sportivo e sociale. Fondò “L’unione giovanile per la moralità”, allo “scopo di opporsi alla sfrenata licenza giovanile, combattendola con la rivista La Vita” (1), ma principalmente con l’esempio della sua instancabile attività nelle più disparate discipline sportive. Fu abilissimo nuotatore della “Società Romana di nuoto”, con la quale prese parte a diverse gare nel Tevere.

Fu ciclista, socio della “Audax”, con la quale vinse una corsa di 400 km. Fu motociclista esperto ed utilizzava le ore libere per istruttivi o dilettevoli viaggi in moto, soprattutto verso l’Abruzzo, regione che amava particolarmente per gli ambienti ancora selvaggi, la natura incontaminata e, soprattutto, per le montagne. Era infatti, la montagna, la sua più grande passione. “Egli soleva dire che sulle alte cime dei monti i pensieri divenivano più puri, più spirituali” (2). Vincenzo Sebastiani Consigliere del “Club Alpino Italiano”, fu anche primo delegato in Roma del “S.U.C.A.I.” (3), associazione di studenti universitari aggregati al “C.A.I.” . Con gli studenti del S.U.C.A.I. fu autore di mirabili scalate su alcune delle maggiori cime della catena alpina, e in un congresso di giovani alpinisti tridentini rischiò di finire, per la foga e la passione del suo discorso, nelle unghie della polizia austriaca.

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