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La Grotta d’Orlando

Parco Lucus Angitiae

Marsica

La tradizione popolare luchese lega questa grotta a favolosi “tesori” che qui sarebbero stati nascosti dai briganti.

Il toponimo “Grotta d’Orlando” prenderebbe origine dai miti popolari sui cavalieri di Carlo Magno. Secondo altre interpretazioni il nome attuale deriverebbe da una corruzione del nome originale che sarebbe “Grotta urlante”: secondo questa ipotesi il nome deriverebbe dagli ululati prodotti dalla circolazione del vento nella cavità.

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Alle pendici del Monte Velino e del Monte Cafornia, nel Parco Naturale Regionale Sirente Velino, in Abruzzo, è possibile ammirare il volo maestoso del grifone (Gyps fulvus), un avvoltoio di grandi dimensioni (dai 9-12 chilogrammi) ed un’apertura alare variabile da 240 a 280 centimetri.

Negli anni passati era scomparso quasi ovunque in Italia, salvatosi dall’estinzione solo in Sardegna. E’ stato poi reintrodotto in Friuli-Venezia Giulia, in Sicilia e in Abruzzo. Il Corpo Forestale dello Stato ha reintrodotto con successo il grifone nella Riserva Naturale Orientata del Monte Velino, nel Parco Naturale Regionale Sirente Velino (Abruzzo), dove sono stati liberati 97 individui tra il 1994 ed il 2002.

Vederlo volare è un’emozione unica, ti trasmette quel senso di libertà che solo la natura può donarti. Il suo spirito antico deve essere preservato e custodito… come in un tempo in cui l’uomo, a stretto contatto con Madre Natura, vedeva in esso l’essere che portava lontano lo spirito dalla volgarità del mondo.

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Che i giorni dell’anno non fossero tutti uguali era ben noto ai popoli fin dai tempi più remoti.

L’alternarsi ritmico delle stagioni e la differente durata del giorno in relazione ad esse garantiva il protrarsi della vita sulla terra e l’uomo, che conosceva molto ma non abbastanza del cielo per capirne appieno le ragioni, viveva col proprio astro un rapporto di dipendenza che molto aveva di magico. Il sole, infatti, nasceva e moriva ogni giorno accompagnando le attività quotidiane delle persone che, fin dai primordi, guardavano al cielo e alle sue infinite trasformazioni come si guarda ad un riferimento assoluto, ad un padre o, molto più spesso, alla genesi di tutte le cose. L’ istinto più che la conoscenza guidava l’ uomo a riconoscerne ritmi e cadenze, fino al determinare ricorrenze annuali imprescindibili per la vita del proprio territorio. Accadde esattamente questo quando, nell’emisfero boreale, il nostro, le popolazioni antiche attribuirono al Solstizio d’inverno un significato ad oggi tutto da riscoprire.

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La storia dell’Elleboro puzzolente

La storia dell’Elleboro puzzolente


Postato il Apr 3, 2017

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Se è vero che la primavera, con la bella stagione, riporta fiori e germogli, non è comunque vero al tempo stesso che l’inverno non sappia sorprendere con qualche verde sorpresa. L’Elleboro, infatti, è in grado di sopportare bene il rigore del freddo e chiudendo i propri boccioli resiste bene anche con la neve, permettendo una fioritura in epoche davvero anomale per altre piante, ovvero tra gennaio e aprile

Tra le molte tipologie di questa Ranuncolacea, la più particolare è probabilmente la cosiddetta puzzolente (Helleborus foetidus), che cresce spontaneamente nei nostri territori ed arriva al massimo splendore proprio adesso, tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, con i suoi fiori penduli giallo-verde o verde chiaro bordati di porpora.

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Deve il proprio curioso nome all’odore che naturalmente emana, decisamente poco gradevole. Ha appassionato da sempre storici e studiosi per le sue qualità farmacologiche che, se dosate in modo opportuno possono rivelarsi un’arma pericolosissima. In effetti l’Elleboro è ricco di glicosidi, tra i quali una che porta appunto il suo nome: elleborina. Grazie a questa e ad altre sostanze tossiche, quali saponine e protoanemonina, può danneggiare irrimediabilmente il cuore o provocare spasmi violenti, convulsioni, delirio e, in casi estremi, anche la morte di chi dovesse ingerirlo. La pericolosità di questa pianta era ben nota già in epoca antica e sfruttata, per questa ragione. L’episodio probabilmente più noto lo riporta il grande storico Pausania nel suo Periegesi della Grecia, trattato geo-storiografico scritto nel II secolo d.C. Nel decimo libro dell’opera, infatti, si racconta dello stratagemma con cui Solone difese la città di Atene dai Cirresi pronti ad attaccarla. Egli propose ai propri cittadini di gettare piante di elleboro nel fiume che riforniva d’acqua l’accampamento dei nemici che, colti da dissenteria grave, dovettero rinunciare all’assedio. Secondo alcune leggende, poi, gli ateniesi furono in grado di ripetere l’impresa anche contro i temutissimi nemici di sempre: gli Spartani. Sembrerebbe che anche loro, infatti, siano caduti vittima dello stesso identico stratagemma e di quella che fu definita prima arma chimica della storia delle guerre e dell’antichità.

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È pur vero che l’elleboro, però, è anche in grado di curare, se somministrato in dosi ridotte e sotto il controllo medico. È infatti un potente narcotico usato, anche in epoche passate, per sedare attacchi epilettici o crisi di nervi. Per questa ragione, in antichità, molte delle favole o leggende legate a questa pianta, quando non la dipingono come arma, ne parlano come rimedio alla pazzia. Il pastore Melampo, mitico medico ed indovino degli antichi, dopo aver testato gli effetti della pianta sulle proprie pecore, si dice l’abbia utilizzata per guarire anche le figlie di Preto, re della mitica Argo, che credevano, in preda alla follia, di essere divenute delle vacche. Il suo intervento si rivelò a tal punto miracoloso e tempestivo che divenne leggendario e Melampo da povero pastore divenne uno degli uomini più influenti del regno, ottenne la mano di una delle giovani figlie del re che aveva salvato, il re gli donò parte del regno e passò alla storia col titolo onorifico di Purgatore.

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“Hai bisogno dell’Elleboro” divenne, col tempo, un modo comune per dire a qualcuno che probabilmente era pazzo e perfino l’imperatrice Agrippina, preoccupata delle follie del giovane figlio Nerone, si dice ne preparasse insalate per tenerlo a bada.

Nel mondo campestre, in Toscana, fino a qualche generazione fa, l’Elleboro era invece un ottimo alleato dei contadini perché si ottenessero in tempo utile pronostici sul raccolto. Si credeva, infatti, che i le escrescenze floreali di questa pianta indicassero la qualità del raccolto e più ve ne crescevano più fausto sarebbe stato il raccolto.

Se, camminando per le nostre montagne di questa stagione, dovessi quindi imbatterti in questo lucido e verde virgulto ricorda che non stai guardando una semplice pianticella cresciuta spontaneamente al margine del sentiero, ma una delle più potenti piante officinali della storia nonché l’arma che garantì la vittoria a chi riuscì ad usarla a proprio vantaggio.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, decliniamo pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

Elleboro puzzolente

 

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Montagne Selvagge

Escursioni guidate nelle selvagge bellezze d’Abruzzo

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Seguendo l’esempio e in accordo con  Fabrizio Vago, Accompagnatore di Media montagna e Maestro di Escursionismo del Collegio Regionale Guide  Alpine Veneto e fondatore del sito www.ilmountainrider.com, anche in Abruzzo presentiamo le escursioni del benessere.

Escursioni del benessere come terapia antistress per chi è sempre sotto, sempre connesso, sempre con il fiato sul collo e ha voglia di rallentare e riappropriarsi del proprio tempo. Ma anche per chi semplicemente vuole mantenersi in forma condividendo con altre persone le bellezze della natura affiancato da una guida specializzata e certificata.

L’escursionismo è appunto l’attività che prevede il cammino nella natura da quota zero fin dove si può senza l’ausilio di attrezzature alpinistiche. Camminare in collina o in montagna fa benissimo, è l’attività aerobica per eccellenza! In questo caso i benefici antistress della camminata vengono amplificati non di poco dall’aria pulita e dal paesaggio rilassante.

Oltre ai tanti benefici per il corpo e per la mente il cammino stimola la curiosità e ci permette di approfondire la nostra conoscenza sugli aspetti paesaggistici, storici-culturali di un dato territorio. A volte poi può succedere di scoprire posti bellissimi a breve distanza da dove abitiamo di cui non si sospettava nemmeno l’esistenza. Per esempio a me, anche recentemente, è capitato di scovare alcuni posticini niente male a pochi chilometri da casa dove ancora inspiegabilmente non avevo messo piede.

E’ con questo spirito che propongo a partire da aprile 2017 come Accompagnatore di Media Montagna e Maestro di Escursionismo delle escursioni del benessere ogni giovedì mattina.

Cosa sono le escursioni del benessere?

Le escursioni del benessere sono delle facili escursioni in bassa montagna a passo lento e adatte, di conseguenza, anche a chi è poco allenato. Non ci saranno salite troppo faticose, record da battere o premi per chi arriva primo! Di durata di una mezza giornata o poco più, queste uscite saranno effettuate in piccoli gruppetti di persone. Tutti possono partecipare anche chi è allenato minimamente!

Ogni settimana scelgo in base alle condizioni meteo e stagionali percorsi sempre diversi per cui non ci sarà il rischio di annoiarsi ripercorrendo sempre gli stessi sentieri o la stesse strade. L’itinerario scelto verrà comunicato agli interessati via mail o tramite messaggio su cellulare.

Dove vengono fatte le escursioni del benessere?

Parco Naturale Regionale Sirente Velino, Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, Riserva Naturale Regionale Grotte di Luppa,  Monti della Serra Lunga, Riserva Naturale guidata Zompo lo schioppo.

Partecipando alle escursioni del benessere potrai:

  • Conoscere e visitare in punta di piedi posti sempre nuovi.
  • Guardarti attorno in tranquillità e stupirti delle piccole cose come può essere un fiore raro, un vecchio albero contorto, un animale che fugge nel bosco
  • Respirare aria buona.
  • Prenderti cura del tuo corpo e della tua mente
  • Stringere amicizia con altre persone. Il cammino in gruppo infatti è un ottimo mezzo per socializzare e combattere solitudine e depressione.
  • Staccare la spina da impegni e vita frenetica

Quando vengono fatte le Escursioni del Benessere?

Ogni giovedì mattina ore 8.00 oppure 8.30 in base alla stagione

Punto di ritrovo:

Verrà comunicato di volta in volta in base al punto di partenza dell’escursione.

Quanto durano le Escursioni del Benessere?

Da un minimo di tre ore ad un massimo di quattro ore. Nel complesso ogni uscita, tenendo anche conto del tempo dei trasferimenti in macchina, si svolgerà nell’arco di una mezza giornata

Materiale ed Equipaggiamento:

Zaino , scarpe da trekking, maglietta, pile o maglione, giacca a vento impermeabile, pantaloni comodi per la camminata, cappello, guanti, medicinali personali, borraccia per l’acqua (1,5 lt) frutta secca, pranzo al sacco.

Costo: 15,00 euro a persona per ogni escursione, comprensivo di escursione guidata a cura di un Accompagnatore di Media Montagna/ Maestro di Escursionismo del Collegio Regionale Guide Alpine Abruzzo e copertura assicurativa per tutta la durata dell’evento.

Come partecipare alle Escursioni del Benessere?

Per info e prenotazioni contattami all’indirizzo mail: 3382717448, info@montagneselvagge.com

Importante: Tutto fatturato e a norma di legge! Come professionista con partita IVA regolarmente iscritto all’albo del collegio Guide Alpine, in possesso di copertura assicurativa responsabilità civile per terzi professionale.

Accompagnatore di Media Montagna

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