Articoli


“Se sei un uomo libero, allora sei pronto a metterti in cammino”

L’autore di questa massima, Henry David Thoreau, nel luglio del 1845, decise di lasciare la cittadina di Concord, dove abitava, per vivere da solo sulle sponde del Lago di Walden, in una capanna che si era costruito da solo. Stette lì poco più di due anni e raccontò la sua esperienza nel suo libro più famoso Walden, ovvero Vita nei boschi.  L’importanza del ritorno alla natura, lontano da una civiltà indirizzata al solo utile di mercato, emerge direttamente dalle parole dell’autore, che, al contrario, nella ricerca di purità e semplicità ritrova il cuore del vero fabbisogno umano. “Andai per i boschi perché desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire in punto di morte che non ero vissuto”: questo il senso ultimo della sua esperienza.

Ogni giorno della sua vita si metteva in cammino verso ovest e compiva molti chilometri al giorno, seguendo il sole che nasceva e moriva con lui. Pochi anni dopo la sua morte, anche grazie alla sua sensibilità, vennero istituite le prime aree protette al mondo. Nell’opera I boschi del Maine, infatti, introduce per la prima volta l’esigenza della conservazione della natura selvaggia mediante l’ordinamento giuridico, perché “la salvezza del mondo è nella natura selvaggia”.

Leggi Tutto

Si rinnova ancora a Collelongo la tradizionale festa in onore di Sant’Antonio Abate.

La particolare dimensione delle antiche case (le cottora),  in cui gli abitanti del caratteristico paese ricevono parenti, amici e forestieri (che troveranno, oltre a una superba cordialità, un’ospitalità a base di un buon bicchiere di vino, panini, dolci della tradizione locale), dei grandi caldai in rame (cottore) dove, lentamente, cuociono i chicchi di granturco (cicerocchi) che saranno distribuiti a notte fonda, delle conche in rame finemente addobbate che sfilano per il paese portate sul capo da giovani ragazze in costume tradizionale (rescagnate), delle enormi torce in cui ardono grossi tronchi di quercia (torcioni), ha vinto il freddo della serata e riscaldato i cuori dei tantissimi partecipanti.

E il paese di Collelongo, ancora una volta (dal 1689!), torna a VIVERE in modo corale e coinvolgente una delle poche vere tradizioni dell’Abruzzo interno sopravvissute indenni alle mode imperanti.

Ma chi era Sant’Antonio Abate?

Leggi Tutto

 Madonna del Caùto – L’eremo che sovrasta la cascata

Il sistema delle aree protette della regione Abruzzo comprende, oltre ai tre parchi nazionali (Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise, Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, Parco Nazionale della Majella) e a un parco regionale (Velino-Sirente), svariate Riserve Naturali (Statali e Regionali) e Parchi Territoriali Attrezzati. Tra i principali motivi che rendono queste aree meritevoli di essere visitate, spiccano i valori legati alla flora, alla fauna e alla geomorfologia, ma non solo.

La Riserva Naturale Regionale “Zompo Lo Schioppo”  (L.R. 29/05/1987),  costituisce parte del SIC IT7110080 (i.e. Sito di Importanza Comunitaria individuato in base alla Direttiva Habitat 92/43/CEE).

Leggi Tutto

La risorgente del fiume Imele

Tagliacozzo (Aq)

 

Risorgenti dell’Imele

L’Imele, noto affluente del Tevere, citato anche da Virgilio nell’Eneide, è un idronimo probabilmente coniato dagli abitanti primitivi di questi luoghi, come espressione dell’immagine della mente umana.

Secondo alcuni richiama o il vocabolo latino hiemns (inverno, freddo) o ancor meglio l’aggettivo latino imus (profondità) che ben si associano alla realtà del fiume. Dunque Imele, “il fiume freddo delle profondità”.

Leggi Tutto

Solstizio d’estate: trionfo del sole e della luce sul buio della notte

20 giugno. Anno imprecisato, al crepuscolo.  Persone che ballano intorno un falò. L’aria è densa di fumo e scintille, ma nel cielo terso, le stelle brillano come non mai, come se questa notte fosse l’ultima da illuminare. Con il loro bagliore quasi “riverente”, sanno che devono preparare il risveglio del dio Sole.

 

Più in là, sulla collina, un altro gruppo di persone attende questo risveglio all’interno di un’artificiale formazione rocciosa: non naturale, contaminata dalla mano umana, ma assolutamente perfetta, inesorabilmente misteriosa.

Leggi Tutto

 

 

Eco e Narciso è un dipinto del 1903 di John William Waterhouse, che Illustra l’episodio omonimo narrato dal poeta latino Publio Ovidio Nasone ne Le metamorfosi

ECO, LA MERAVIGLIOSA VOCE DELLA MONTAGNA!

L’eco sta alla voce come l’ombra sta al corpo. Non è che un riflesso, un’apparenza fuggitiva e fugace. Talvolta deificata e temuta, l’eco è una sorta di voce eterea, soprannaturale, al modo stesso del brontolio del tuono o del soffio della tempesta; eppure nella sua stessa essenza, ha un legame intenso ed intimo con l’acqua, la terra, i fiori, anzi, con un fiore in particolare. Pallido, curvo, caduco. Esattamente come lei, fugace.

Un giorno il Dio fluviale Cefiso, imprigionò la bellissima naiade Liriope in un’insenatura della sua corrente e la possedette contro la sua volontà. La ninfa, rimasta incinta, diede alla luce un bambino

Leggi Tutto

Iscriviti alla newsletter di Montagne Selvagge e verrai aggiornato su tutte le nostre attività



Proseguendo la navigazione di questo sito accetti l'utilizzo dei cookies e l'intera privacy policy della quale puoi prendere lettura