Camminare in montagna per riconciliarsi con il mondo e con sé stessi

Postato il Gen 25, 2019 | 0 comments


“Se sei un uomo libero, allora sei pronto a metterti in cammino”

L’autore di questa massima, Henry David Thoreau, nel luglio del 1845, decise di lasciare la cittadina di Concord, dove abitava, per vivere da solo sulle sponde del Lago di Walden, in una capanna che si era costruito da solo. Stette lì poco più di due anni e raccontò la sua esperienza nel suo libro più famoso Walden, ovvero Vita nei boschi.  L’importanza del ritorno alla natura, lontano da una civiltà indirizzata al solo utile di mercato, emerge direttamente dalle parole dell’autore, che, al contrario, nella ricerca di purità e semplicità ritrova il cuore del vero fabbisogno umano. “Andai per i boschi perché desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire in punto di morte che non ero vissuto”: questo il senso ultimo della sua esperienza.

Ogni giorno della sua vita si metteva in cammino verso ovest e compiva molti chilometri al giorno, seguendo il sole che nasceva e moriva con lui. Pochi anni dopo la sua morte, anche grazie alla sua sensibilità, vennero istituite le prime aree protette al mondo. Nell’opera I boschi del Maine, infatti, introduce per la prima volta l’esigenza della conservazione della natura selvaggia mediante l’ordinamento giuridico, perché “la salvezza del mondo è nella natura selvaggia”.

John Muir, viaggiatore, esploratore e studioso di ambiente naturale, fu personalità di rilievo come Thoreau nel processo di sensibilizzazione e tutela del paesaggio. Viaggiò in lungo ed in largo per gli Stati Uniti annotando le bellezze di Madre Natura nei suoi appunti che divennero libri e grazie al suo impegno nacque uno dei primi parchi nazionali al mondo, quello dello Yosemite, istituito definitivamente nel 1890.

Grazie ad uomini come questi, che lottarono per la conservazione delle bellezze della natura, oggi noi possiamo attraversare aree protette su sentieri sicuri, camminare nei boschi, su monti e valli.

Camminare oggi in natura è molto più facile, non ci sono tutte le difficoltà di un tempo nello spostarsi da un luogo all’altro, eppure, nonostante ciò, il solo pensiero della fatica toglie a molti anche solo il desiderio di iniziare a farlo costantemente.

Fa del tuo camminare un’arte. Attraversare un bosco a piedi ti permette di ritornare alla Natura, liberando la testa dai troppi pensieri che solitamente l’attraversano. Trascorrere il tempo in compagnia di alberi che ti osservano silenziosamente può pulire il tuo animo da ogni impurità, quasi stessimo attraversando un filtro in grado di rigenerare la vita al solo passaggio.

Oltre all’attività fisica e ai suoi ben noti benefici per il corpo, possiamo anche gioire di questi effetti rivitalizzanti per la mente e lo spirito. L’attenzione al silenzio, l’ascolto concentrato dell’ambiente e del proprio respiro sono attività che aiutano l’umore ed hanno un naturale effetto benefico sul controllo del proprio sistema nervoso.

Camminare all’aria aperta è una sana attività aerobica ed un valido antidepressivo naturale, che spegne consolidate abitudini tossiche del mondo, dall’uso smodato della televisione al consumismo sfrenato. Dopo una bella camminata in natura, poi, si beneficia di un sonno migliore ed il meritato riposo fisico sembra decisamente più efficace del solito a prescindere dalle ore di sonno.

L’arte del camminare ha in sè significati ben più profondi, ancestrali ed introspettivi di quanto si possa in genere ritenere. Quel senso di libertà che in molti cercano, credendo sia quasi impossibile da ottenere, è molto più vicino di quanto si possa in realtà immaginare. Immergersi nella natura, farsi accarezzare dai suoi mille odori, incontrare i suoi mille figli e camminare con essi è già riconciliarsi con il mondo e con sé stessi… per la mente, per il corpo, per lo spirito.


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